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After Crash – #LostMemories

2016 - Collettivo HMCF
elettronica

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Tracklist

1. We Leave
2. Texture In Pectore
3. Don't Change For Me
4. Leica
5. Overrated
6. Timeless Room
7. Delplace
8. Organic Summer
9. Transports

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È  proprio dell’era digitale l’ingresso nella nostra simbologia comune degli hashtag, #, piccoli caratteri capaci però di raggruppare nella stessa pagina molteplici elementi semplicemente aggiungendo la stessa parola o frase accanto, ed è forse anche con questo significato che il duo bolognese After Crash  intitola il loro ultimo lavoro #LostMemories, primo loro album ad uscire sotto la label del collettivo HMCF: raccogliere i ricordi perduti, riassumere le  esperienze musicali vissute finora, rimandando nello stesso tempo all’hashtag uffiale del roBOt Festival 2014 , appunto #lostmemories, al quale hanno partecipato calcando lo stesso palco di artisti come Jon Hopkins, tanto per citane uno.

Francesco Cassino e Nicola Nesi si prendono così il tempo per esplicitare ogni loro intuizione musicale e, con la pazienza di chi ha talento e vuol’essere preciso nel suo intento, sfornano 9 ottime tracce che insieme riescono a creare un’armonia totale mixando senza errori diverse sfaccettature d’elettronica senza trascurare intrecci acustici e citazioni d’autore, non solo musicali.
L’album si apre con We Leave: un intro di synth al quale si aggiunge la batteria in un crescendo deciso fino all’esplosione iniziale, un mix di batteria ben ritmata, arpeggi di chitarra e riff potenti che richiamano esplicitamente agli M83, sempre ben condito di suoni digitali mentre a metà del brano si rallenta per tornare al crescendo finale.
Segue Texture in Pectore, inizio à la mùm degli esordi, i glitch vengono poi accompagnati da chitarre melodiche, batteria acustica e l’insieme finisce per diventare un vero e proprio brano post-rock mantenendo le sonorità elettroniche, e il risultato è più che soddisfacente.
La terza traccia continua a confermare il talento dei due musicisti, in Don’t change for me il sound si fa più acustico, più pop, entra in scena un piano elettrico mentre una voce campionata segue gli altri strumenti e si incastra perfettamente.
A metà album si trova Leica (feat. Mark Borgazzi), l’unico brano cantato, il cui finale con archi in fade out lega brillantemente il brano successivo Overrated, piccolo gioiello elettronico che lascia al duo la libertà di ispirarsi con destrezza al toccoHopkinsiano. Il percorso è continuato dalla seguente Timeless Room che combina le sonorità dei colleghi Mount Kimbie ad accenni synth-pop ma sempre con originalità, rendendo il tutto molto personale.
Le citazioni non si limitano al campo musicale: è con il monologo dello Steiner/Alain Cuny de La Dolce Vita che cominciano i secondi di Delplace, il momento ambient pacifico dell’intero album.
I passaggi sincopati di Organic Summer ci dirigono infine verso l’ultima traccia, Transports: 6:15 minuti di un’elettronica ben definita. C’è di tutto. Da tappeti di synth a drum machine in crescendo verso il corpo del brano techno da dancefloor, con cui è difficile rimanere fermi.

Si chiude così #LostMemories, dopo 36 minuti immersi in un mare sonoro notevole che traccia dopo traccia ci fa naufragare dolcemente in atmosfere ben curate e definite ma al contempo spontanee e sincere, in cui il duo bolognese racchiude, per l’appunto, i suoi ricordi migliori, invitandoci a fare altrettanto.

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