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Fufanu – Few More Days To Go

2015 - One Little Indian
post-punk / elettronica

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Tracklist

1. Northern Gannet
2. Wire Skulls
3. Circus Life
4. Blinking
5. In The Light Of The Night
6. Ballerina In The Night
7. Plastic People
8. Your Collection
9. Goodbye

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“If it is cold outside, we stay inside and we play music”. Così YouTube si immagina il motivo per cui la musica in Islanda è così sorprendente, così intensa, così europea e affine ai nostri gusti e allo stesso tempo così intima, glaciale (senza chiedersi il perché) e affascinante, quasi come fosse il frutto di una terra incontaminata, o contaminata per metà.

I più noti sono i Sigur Rós, ma molto più giovani ed ugualmente promettenti sono i Fufanu, evoluzione musicale dell’iniziale duo elettronico composto solamente dal cantante Kaktus e dall’impassibile uomo della drum machine, che nella formazione attuale con chitarra e batteria funge un po’ da musicista-ingegnere del suono-tuttofare della band che rimane un po’ nell’ombra ma con il compito di suonare il jingle, il riff o il beat che caratterizza e individua ogni canzone in un modo differente dalle altre, un elemento effimero ma imprescindibile e moderno.

Dopo l’ep d’esordio “Adjust To The Light”, a fine 2015 è uscito il loro primo album “Few More Days To Go” che li porterà in giro anche in Gran Bretagna, e da lì speriamo nel resto d’Europa.
Il loro genere è una contaminazione – per la verità non rivoluzionaria – che però in questi tempi sembra l’unica musica che dall’underground riesca a sopravvivere – a stento, come ogni musica nata per le nicchie – al presente sterminio di sottoculture, come se fosse stata stretta una segreta Santa Alleanza tra l’elettronica e il post punk, un modo per non morire pop.
I ragazzi islandesi probabilmente spiccano il volo rispetto agli altri per quella incompleta contaminazione che la loro terra gli permette, probabilmente del meglio prendono il meglio, nel senso che della musica prendono la musica e basta, e ne lasciano fuori le ripetitive, ossessive mistificazioni, inutili viralità che a maggior ragione sul web corrono a velocità così prossime a quella della luce che vediamo con orrore la musica in qualsiasi modo manipolata, snaturata come i pupazzetti di gomma pieni di sabbia.

Questo album – e la prima traccia “Now” ne è un antipasto completo e soddisfacente – è un’evoluzione naturale della musica secondo il nostro sviluppo e non secondo il nostro progresso: spettrale e già maturo, perché giovane e tormentato.

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