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Alfio Antico – Antico

2016 - Origine Rec
folk / songwriting

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Tracklist

1. Ntra li muntagni
2. Storii di pisc
i 3. Anima
4. Venditori ambulanti
5. Pirchì
6. Lu vermi
7. La rosa
8. Ma guarda guarda
9. Indovinelli
10. Ninna nanna del caprone
11. Diceva me matri

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Alfio Antico da Lentini è, con tutta probabilità, il più grande interprete della tammorra (un tamburello di dimensioni maggiori) in Italia e all’estero. Lo scorso 8 Gennaio è uscito il suo quinto album in studio Antico, prodotto, tra gli altri, dal conterraneo Colapesce e Mario Conte.

Una carriera pluritrentennale quella di Alfio Antico costellata di esperienze e collaborazioni illustri (Nuova Compagnia di Canto Popolare, Carmen Consoli, Fiorella Mannoia, Lucio Dalla, Dé André, Bennato) ma con al centro sempre la sua terra, punto di riferimento assoluto per sonorità e testi. E’ proprio dalla terra che Antico trae la propria ispirazione, a partire dal suono della quotidianità: il suo gregge, il vento, la pelle della sua tammorra, la trasmissione orale delle tradizioni familiari. Tutte queste realtà vengono tradotte in musica dando vita ad un’orchestra folk  ma dai contorni sempre ben definiti.

Tuttavia, definire Antico come un album di musica popolare sarebbe estremamente riduttivo, in primo luogo perché pur tramandando costumi e tradizioni della sua terra è massivamente intriso di una forte carica filosofica e spirituale, forse più di ogni altro suo lavoro. Inoltre si slega totalmente dal concetto di musica occasionale regionale avvicinandosi molto di più alla world music tanto cara a, per citare i più influenti latori di tale genere, Fabrizio de André, NCCP e Almamegretta. Rispetto agli album precedenti, dunque, emerge una maturità stilistica più raffinata e ricercata soprattutto a livello di soluzioni sonore.

L’intero svolgimento del lavoro è giocato sull’alternanza della dimensione terrena a quella spirituale, legate a doppio filo l’un l’altra sempre a voler sottolineare l’indissolubilità di tale legame. Antico riprende il discorso lasciato interrotto dai Napoli Centrale in brani come Acquaio’ l’acqua è fresca o nella suite dell’omonimo Napoli Centrale in cui la critica sociale si incanalava perfettamente nella misera quotidianità partenopea dell’epoca, dandone risalto e traducendola in un linguaggio accessibile a tutti. Ed ecco quindi che il rumoreggiare terreno dei Venditori ambulanti presenti anche in Storii di pisci diventa talmente incalzante e regolare da far perdere la bussola in poco tempo e catapultandoci in una dimensione quarta, a tratti psichedelica, dove tutto sembra impalpabile, etereo. Ntra li muntagni è la genesi di tutto, da lì vengono le capre vive con il loro incedere sempre uguale e quelle morte che forniscono la pelle per i tamburi autoprodotti di Antico. Con il vibrare del tamburello inizia questo meraviglioso viaggio ultraterreno fatto di ricordi che parte dalla Sicilia e si conclude in Sicilia con il ricordo materno di Diceva me matri “Papà voi sapete dov’è Alfio? Devi chiedere ai venti, solo loro sanno dov’è”.  La fotografia di un’anima ribelle e in continuo cammino-

Ciò che Antico ha creato è forse il migliore album della sua carriera. Qui cultura popolare, filosofia e tradizioni si mescolano all’elettronica, al minimalismo e alla musica tradizionale dando vita ad un trattato di etno-antropologia mistico e personalissimo. Imprescindibile.

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