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Chanfrughen – Shah Mat

2016 - Molecole Produzioni
prog / rock / alternative

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Tracklist

1. Voodoo Belmopan
2. Belize
3. Parassiti
4. Rhum Spezie Sciac Trà
5. Shah Mat
6. T.S.O.
7. Delle fave
8. Limonov

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I liguri Chanfrughen ci trasportano in territori esotici, sballottandoci tra Asia e Sud America, tra umidità tropicali, aridità desertiche e odorose spezie. Non sto parlando di una puntata di Kilimangiaro, ma di queste otto fantastiche tracce di rock psichedelico, in cui la ruvidità dei suoni si fonde meravigliosamente ad atmosfere allucinogene e testi allucinati.

Le suggestioni musicali arrivano per lo più dagli anni ’70, con la rievocazione di antichi connubi tra un’elettronica vintage filo-esotica e chitarre stridule, ma il legame con la contemporaneità, sia a livello musicale che narrativo, è sempre presente. La voce di Gianluca Guardone, abile bassista, è decisamente importante, dal timbro quasi ingombrante, ma forse non del tutto originale, in quanto in più di un occasione ricorda quella del Pelù nazionale (talvolta l’impressione è quella di essere incappato in un clandestino incontro tra il cantante di una coverband dei Litfiba e i componenti di una coverband dei Pinkfloid).

Ma cosa significa “Shah Mat”, enigmatico titolo di questo enigmatico secondo disco della band ligure? Ebbene significa “Il Re è morto” in lingua persiana, il che conduce al concetto di ribellione. Una ribellione tuttavia a sfondo scacchistico, preparata con cura dei dettagli, senza sbagliare mai una mossa, partendo dai pedoni per arrivare a torri, cavalli e alfieri. Probabilmente non è con questo disco che i tre musicisti faranno scacco al Re, ma quel che è certo è che la Regina se l’è già fatta addosso.

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