MINISTRI: il nuovo video “Io Sono Fatto Di Neve”

A circa 6 mesi dall’uscita di Cultura Generale, il loro ultimo album uscito a settembre per Godzillamarket/Warner, i Ministri tornano con un nuovo singolo che si allontana dalle loro classiche sonorità.

Io sono fatto di neve, questo il titolo del pezzo, è una ballata che parla di debolezza, della difficoltà di farsi amare ed è accompagnato da un video, girato da Federico Merlo, che ritrae la vita dentro l’Ex Moi, un’esperienza di occupazione che dura da tre anni nei palazzi fatiscenti del villaggio olimpico costruito a Torino per le Olimpiadi del 2006 e poi abbandonato.
Ci vivono circa 1100 persone, la maggior parte delle quali scappate dalla guerra in Libia nel 2011.
Con l’aiuto di un comitato solidale (il Comitato Solidale Rifugiati e Migranti) cercano come possono di integrarsi nella nostra società, di imparare la nostra lingua, di trovare un lavoro e soprattutto cercano di resistere. Quasi tutti sono in possesso di un permesso di soggiorno, quasi tutti hanno bisogno di essere accompagnati agli sportelli amministrativi da uno dei ragazzi del comitato per ritirare o aggiornare i documenti necessari per vivere regolarmente in Italia – quando ci vanno da soli, vengono quasi sempre ignorati.

Ma ecco il racconto di questa esperienza direttamente dalle parole della band: “Io Sono Fatto Di Neve è una canzone che parla di fragilità e nessuno più di chi vive all’Ex Moi può sapere che cosa significhi. Vivono lì da tre anni, imparando la convivenza tra di loro e con il quartiere, resistendo alle provocazioni e alle bugie messe in giro sulla loro occupazione, resistendo al freddo d’inverno e al caldo d’estate in palazzi nuovissimi che cadono a pezzi. Dopo anni di promesse, tranelli e teste che si girano dall’altra parte, molti di loro diffidano delle telecamere e delle macchine fotografiche.
Siamo andati a trovarli, a conoscerli e a chieder loro di poter passare una giornata all’Ex Moi e di raccontarla.
Abbiamo parlato alla loro assemblea per presentarci e guadagnare la loro fiducia, assistiti proprio dal Comitato Comitato Solidale Rifugiati e Migranti – di cui si fidano e a ragione.
Non tutti ce l’hanno accordata ma ci hanno lasciato a disposizione una giornata per convincerli – dall’alba al tramonto. E’ così che abbiamo conosciuto i protagonisti del nostro video – Sekou, Samuel e i molti altri che vi appaiono e con cui abbiamo riso, giocato, discusso. Alcuni di loro erano tornati dai turni di notte, altri si dedicano ad attività interne alla comunità – come il barbiere o il minimarket – altri non hanno ancora nulla da fare e ne approfittano per imparare l’italiano. A fatica e con mille problemi, stanno provando a vivere.
Il giorno che abbiamo passato con loro c’era il sole e probabilmente c’era un’energia speciale nata dal nostro incontro.
Forse anche per questo le immagini sembrano raccontare persone segnate ma speranzose e felici a tratti – le stesse persone di cui smettiamo di interessarci dopo che sono sopravvissute al Sahara prima e al Mediterraneo poi.
E per qualche momento forse quella speranza c’è davvero, anche perché prima di questo le loro vite erano molto ma molto peggio di così. Detto ciò, l’Ex Moi non è comunque un posto dove si può vivere dignitosamente, richiede costante aiuto e sostegno e nonostante il comitato e le donazioni della gente è mai abbastanza. Ma l’orgoglio, la forza e il coraggio di chi lo abita e lo vive ogni giorno riesce a dargli quel minimo di calore, di identità e di umanità necessario ad andare avanti. L’orgoglio e la forza che abbiamo cercato di raccontare, nella speranza che la nostra e la loro paura pian piano scompaiano e le teste di chi può fare davvero qualcosa smettano di girarsi dall’altra parte.”

 

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