Il Collezionista Di Ossa

Ataraxie, Modern Life Is War: Il Collezionista Di Ossa #28

collezionistadossa

Camminando nei meandri oscuri dei magazzini di Impatto Sonoro ci siamo imbattuti in molti cadaveri, interessanti resti umani che il tempo ha dimenticato e che abbiamo deciso di riportare alla luce per non lasciare alla polvere. Afflitti dalle nostre turbe ci sentiamo un misto tra The Bone Collector e Karl Denke. Presentarvi direttamente il corpo non sarebbe abbastanza frizzante, pertanto ci siamo imposti che ogni numero di questa rubrica sarà composta da tante piccole falangi tagliate che vi doneremo come pillole. Starà a voi seguire le tracce al suon di musica e arrivare goduriosamente al corpo del reato.
Recensioni di dischi finiti nel dimenticatoio, ristampe di glorie del passato, bootleg, archivi musicali e nuove uscite in formato musicassetta.
Dalla minimal wave all’industrial, passando per gruppi underground est europei, giapponesi e catacombe innominabili.

A cura di Fabio La Donna.

Ataraxie – Slow Transcending Agony [10th birthday remastered edition]
(Weird Truth Production)

Gli Ataraxie sono un quartetto francese che dai primi anni del nuovo millennio è dedito ad un doom metal di spicchevole qualità. Devastanti come i Disembowelment, emozionali come i Katatonia e energici come i Rapture. Il punto più alto della loro discografia risale nel 2005 con l’album Slow Transcending Agony. Il disco è composto da cinque canzoni con un minutaggio che varia tra i sei e gli undici minuti senza mai cadere nel banale o nel ripetitivo. Anzi, la qualità è talmente di buona fattura che le canzoni scorrono via velocemente e senza rendersene conto. Step into the Gloom è l’intro perfetta: glaciale, acida e funesta come solo i migliori Shape of Despair sanno fare. Giusto un rapido tour nell’ade e Funeral Hymn vi prende a sberle: potenza sonora mista ad una pesante e lenta marcia strumentale. Tocco di classe del pezzo e di tutta la produzione degli Ataraxie è il growl del cantante, che riesce ad essere sempre emozionale. Bello il finale più aperto, spaziale e post-rock. L’Ataraxie è un inno sonoro e dentro c’è di tutto: death metal, post-rock, funeral doom, growl e voci celestiali. L’ABC della perfetta traccia doom. Più asciutta, immediata ma non per questo scialba è la seguente Slow Transcending Agony, che dona il titolo all’album. Probabilmente soffre molto il confronto con la canzone precedente. Le danze si concludono, infine, con Another Day Of Despondency. Inizio super-veloce-super-tirato che aumenta l’adrenalina in corpo. Giusto il tempo di sentirsi come Odino, che Huginn e Muninn vi informano della fine del mondo. Un tappeto tetro si fa strada e in modo molto maestoso questo disco volge al termine.
Questo è un prodotto perfetto per Il Collezionista di Ossa in quanto ormai introvabile e finito nel dimenticatoio fin troppo presto. Tuttavia pochi mesi fa l’etichetta giapponese Weird Truth Productions (di cui vi consiglio di reperire molte sue uscite) ha dato vita alla ristampa di Slow Transcending Agony per il decimo anniversario dell’uscita del disco. Una ripulita grafica e sonora nonché l’aggiunta della cover di The Tree of Life and Death del già citato gruppo Disembowelment rappresenta il nocciolo di questa ristampa senza tempo. La fine non è la fine.

Modern Life Is War – Witness [remastered edition]
(Deathwish Inc.)

I Modern Life Is War sono una delle più interessanti realtà hardcore dello Iowa durante la decade che andò dal 2005 al 2015. La produzione, anche se limitata nel tempo, è stata di ottima fattura e dischi come Fever Hunting sono finiti nella nostra top 33 mondiale superando, nel 2013, lavori quali One Of Us Is The Killer dei The Dillinger Escape Plan o Letters Home dei Defeater. Tuttavia l’apice più alto di questo gruppo è rappresentato dal disco Witness del 2005.
A distanza di 11 anni, e tre ristampe dopo, la Deathwish Inc. ha deciso di pubblicare una nuova edizione rimasterizzata. Proprio questo svecchiamento del sound è ad opera di Brad Boatwright che ha lavora al mastering di gruppi come Age of Woe, Toxic Holocaust e Wolves in the Throne Room. Inoltre, a livello grafico è stato fatto un ottimo lavoro creando due edizioni (vinile e cd) di pregiata fattura. Witness è una cartolina in bianco e nero proveniente da una piccola città dello stato dello Iowa. Apatia che diventa rabbia. Il nero monocromatico che gronda e diventa sangue. Potenti scorci hardcore che si infrangono nella violenza punk ma anche in scorci più melodici. Un mix potente, piacevole e ancora attuale dopo tutti questi anni. Questi cinque ragazzi sono incazzati come i Too Pure To Die, genuini quanto i The Decline of Western ed infine catchy come i sempre interessanti Drive Like Jehu. Le nove canzoni qui presenti sono un piacere per l’orecchio e una bomba adrenalinica per le gambe. Già dai primi secondi mentre si sente urlare “So what the fuck are you going to do, kid?” parte un pogo selvaggio e incontrollabile. I Modern Life Is War erano belli allora come lo sono ancora tutt’oggi. Questa versione rimasterizzata di Witness è uno di quei lavori musicali che va comprato in vinile e ascoltato dopo una apatica giornata di sudore. Our rebel hearts will turn restless ghosts. They can never truly kill us and we will never truly die.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Articoli correlati

www.impattosonoro.it utilizza i cookies per offrirti un´esperienza di navigazione migliore. Usando il nostro servizio accetti l´impiego di cookie in accordo con la nostra cookie policy. Scoprine di più | Chiudi