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Good Willsmith – Things Our Bodies Used To Have

2016 - Umor Rex
Drone / Impro / Experimental

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Tracklist

1. These Kids Aren't Lovin' It
2. A Disease You've Probably Never Heard Of Is Killing Kids
3. Not Your Kids
4. But Someone Else's Kids
5. These Kids Aren't Alright
6. What Goes In The Ocean Goes In You
7. Whales Sing Great Melodies With Fantastic Lyrics

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Un mondo composto dalle folli improvvisazioni degli Skeleton Crew (The Country Of Blinds), dagli schizzi elettronici degli EOTO e il drone degli Earth di metà anni 90 (Pentastar). Elementi che uniti tra di loro danno vita al secondo lavoro del trio Good Wilsmith dal nome Things Our Bodies Use To Have.

Thing our Bodies Used To Have è un lavoro uscito per la Umor Rex Records che si presenta bene pur dal punto di vista estetico. Una cover minimale tende a sorreggere uno scatto monocromatico centrale quasi da ricordare i lavori degli anni 50 di Henk Badings. All’interno della confezione una parete bianca con diverse foto in bianco e nero raffiguranti edifici, piccole villette, garage. I Good Willsmith ci fanno ascoltare una suite di 36 minuti di improvvisazioni polistrumentali che per comodità viene divisa in sette tracce con una durata che varia dai due agli otto minuti. Saltano subito all’orecchio le ottime manipolazioni vocali realizzate in tempo reale, la spazialità di certi passaggi, le micro tensioni elettroniche, i dronici rumori della parte centrale della produzione e la psichedelia di Jerry Garcia. Ma anche mondi più estremi che possono confluire nel noise o nel dark ambient. Il disco scorre fin troppo velocemente tanto da non accorgersi di aver passato una bella mezzora con tre bravissimi ragazzi. Rimane un vuoto, incolmabile, legato al voler sentire altro. Non rimane altro che recuperare il precedente The Honeymoon Workbook per sentirsi più sazi e capire al meglio la storia dei Good Willsmith.

Non fatevi trarre in inganno dalle follie sonore e dalle improvvisazioni dei Good Willsmith. Things Our Bodies Used To Have nella sua lucida follia riesce ad essere immediato ma complesso, affascinante e ben suonato. Si divora in un sol boccone.

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