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Sophia – As We Make Our Way

2016 -

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Tracklist

1.Unknown Harbours
2.Resisting
3.The Drifter
4.Don't Ask
5.Blame
6.California
7.St. Tropez / The Hustle
8.You Say It's Alright
9.Baby, Hold On
10.It's Easy To Be Lonely

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La lentezza di The Infinite Circle pare ormai lontana e questo As We Make Our Way può ricordare l’opera di rimodernamento iniziata dai Sophia con Technology Won’t Save Us ben dieci anni fa. As We Make Our Way mostra la radiografia di un gruppo che non è mai caduto nei cliché. Quest’ultimo lavoro, paradossalmente, è più un mix tra A Rush Of Blood To The Head dei Coldplay e Neon Golden dei The Notwist rispetto al già citato The Infinite Circle o a un Realize dei Codeine. Signori e signore i Sophia sono tornati, e questi baldi giovani sono più carichi che mai.

C’è poco da dire sul nuovo disco dei Sophia, poiché esso è molto godibile, le canzoni sono fortemente identificabili (come si può confondere una California con Resisting o con Baby, Hold On?!?) e l’ascolto procede nel miglior modo possibile. I testi, in questa situazione, sono più coincisi e forti. Rimangono emozionali e c’è un forte collegamento con la discografia del gruppo ma sembra si sia voluta fare un’opera di pulizia testuale per dare più forza alle singole parole. Malinconici testi sempre in bilico tra passato e futuro. Ma anche resistenza, voglia di continuare. Di prendere a calci un muro che si sa non cadrà mai che è giusto così. Un’eterna lotta contro se stessi. As We Make Our Way tuttavia, non inizia nei migliori modi possibili. Unknow Harbours è una intro un po’ scialba e poco identificabile che si poteva sicuramente evitare. Non riesce a fare entrare nel mood giusto e può trarre in inganno sulla qualità del disco. Resisting, invece, è un punto di contatto tra i primi lavori dei Sophia e le ultime metamorfosi. Potente, epica, quasi sognante. Un testo diretto e amaro. Fa salire il cuore in gola. Segue una più lenta The Drifter che anche se con un testo più debole riesce ad essere l’altra metà di Resisting. Due grandi hit che fanno emergere i muscoli del gruppo e del lavoro trattato in questa sede. Don’t Ask ha un sapore più folkeggiante, più autunnale. Sembra essere una ninnananna sussurrata e uscita da People Are Like Seasons. Blame viene introdotta con la sua marcetta catchy mentre si sente sussurrare I wrote you a letter and I hung from the moon. Iniziano le sorprese, quelle davvero inaspettate. L’happy pop di California, la new wave di St. Tropez / The Hustle e You Say It’s Alright nonché, infine, la minimale Baby, Hold On. Esperimenti che confermano sia la solidità dei Sophia che la loro voglia di sperimentare. Per concludere l’ultima certezza: It’s Easy To Be Lonely. Queste tracce riusciranno a competere con le più grandi hit del passato? Io, come un moderno Muzio Scevola, ci metto la mano sul fornello a gas anche se solo il futuro ci darà la giusta risposta.

I Sophia sono quei rari gruppi che ogni volta che appaiono riescono a proporre qualcosa di solido, fedele alle proprie origini ma allo stesso tempo con lo sguardo verso il futuro. As We Make Our Way è ciò che non deve mancare nella collezione degli amanti del pop, del rock e del folk.

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