BOMBINO – Circolo Magnolia, Milano, 25 maggio 2016

Bombino

A meno di due mesi di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo lavoro, Bombino è arrivato in Italia per il tour a supporto di “Azel”. La cornice era quella del Magnolia di Segrate, nella periferia est di Milano, e il buon numero di persone accorse per poter fruire dell’esibizione di uno dei maggiori artisti del continente nero e della sua band testimonia un’hype piuttosto alto.

Bombino è salito sul palco con pochissimi minuti di ritardo rispetto all’orario annunciato, imbracciando una chitarra acustica e indossando un vestito caratteristico, con il solito asciugamano bianco legato al collo. Hanno fatto altrettanto i componenti della sua band: una seconda chitarra, un basso e una batteria danno l’idea di una formazione tanto essenziale quanto completa. I primi dieci minuti scivolano con un paio di pezzi in acustico con i quattro seduti, dopodiché, spostate sul retro le sedie, il live è entrato nel vivo. Poche parole e tanta musica, con parti vocali ridotte e parentesi strumentali dilatate rispetto alle versioni studio.
Clima leggero, atmosfera calda e materiale per ballare sulle note del blues rock contaminato di reggae e musica tuareg (quello che, a ragione, Bombino ha definito “tuareggae”). La band ci ha messo pochissimi minuti per ingranare: era difficile restar fermi e anche i lunghi assoli mai sono risultati eccessivi. Il meglio la band l’ha dato quando ha proposto i pezzi dal ritmo più incalzante e sostenuto, con dei frequenti climax che hanno portato ad un progressivo aumento della velocità. Lo spettacolo offerto si è rivelato godibile nella sua interezza e tutt’altro che Bombino-centrico: ulteriore conferma di ciò è rinvenibile nella scelta di lasciare l’aspetto meramente comunicativo al bassista, mentre il cantante e chitarrista nigerino è apparso leggermente più timido, sebbene abbia dimostrato una buonissima presenza scenica, muovendosi e lasciandosi trasportare dalle sue stesse note, trascinando anche la folla. Proprio il bassista si è dimostrato particolarmente a suo agio in questo, spingendo i presenti al sing-along nella parte finale del concerto, prima di un reprise che ha visto Bombino e soci impegnati in dieci minuti ad alta intensità e con assoli splendidi, fra i quali hanno spiccato quello del batterista e quello del frontman.

Applausi sinceri alla fine di novanta minuti di buonissima musica su cui ballare e divertirsi, mentre sfumavano i confini fra Africa, Europa e Stati Uniti.

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