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Niagara – Hyperocean

2016 - Monotreme Records
elettronica

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Tracklist

    1.Mizu
    2.Hyperocean
    3.Escher Surfers
    4.Blackpool
    5.Firefly
    6.Fogdrops
    7.Roger Water
    8.Drift
    9.Solar Valley
    10.Twin Horizon
    11.Alfa 11

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Tornano sulla scena Gabriele Ottino, Davide Tomat e il loro amico Paolo Scappazzoni con un nuovo lavoro per Monotreme Records. Anche questa volta il progetto Niagara propone molte novità, materiale di alta qualità e un disco inevitabile per tutti gli amanti dell’elettronica.

Hyperocean colpisce perché è un disco organico, fluido e vivido. È qualcosa che prende forma canzone dopo canzone. L’utilizzo dell’acqua nella maggior parte della produzione dona un aspetto intimistico, atipico e sognante. L’intento, oltre ad essere interessante e visionario(non perdetevi il videoclip a 360° di Hyperocean), riesce a trasmettere tutta una serie di emozioni che i precedenti lavori faticavano a fare. È come se il feedback tra canzone e ascoltatore e tra canzone e creatore sia più diretto e meglio riuscito. Gli input si muovono armonicamente e creano una coscienza elettronica e collettiva. Che grande elemento che è l’acqua: come da’ la vita la toglie, come fa danzare fa anche piangere. Come riesce ad essere di tutti, riesce pure ad essere speciale. Quando penso a tutte le sfumature che i Niagara hanno dato vita con Hyperocean mi vengono in mente un’infinità di progetti, proiezioni o letture. Mi viene in mente un esperimento molto simile, ma più oscuro, del giapponese Manabu Hiramoto che all’inizio del nuovo millennio ha dato vita ad un disco elettronico, sotto la deditissima Athanor, creando otto tracce tutte incentrare sull’acqua e sulla manipolazione di essa. Mi vengono in mente anche i racconti dello scrittore(sempre giapponese) Koji Suzuki che spesso hanno come elemento l’acqua. Questa perenne caduta di pioggia che sembra purificare tutto ma anche la potenza dell’oceano che riesce ad inghiottire ogni emozione. Purificazione, visioni interiori e piccole danze silenti sono tutti elementi che ritrovo pure in questo nuovo capito made in Niagara. Sul versante più attuale hanno la stessa classe di Burial quando ha creato quel gran pezzo di di Fostercare. Ma hanno anche l’intima follia che si respira nell’album di esordio di Lapalux. Lo stesso video di Without You (ft. Kerry Leatham) ad opera di Nick Ray Rutter si adatta perfettamente ad un progetto con quello dei Niagara. Forse l’unica cosa che questi tre ragazzi non hanno ancora è un po’ di sano successo. Le undici tracce che compongono il disco scorrono via fluidamente, sono altamente identificabili e rimangono in loop tra un neurone e un altro. Mizu riesce ad essere l’introduzione perfetta, quella che coglie tutto quello fin qui detto e che riesce a comprimerlo in poco più di quattro minuti. Hyperocean è l’altra faccia del disco, quella ridondante, emotiva, spaziale e che starebbe bene su un LP dei Tangerine Dream. Escher Surfer è un puzzle infranto, una musicassetta andata al macero, un trionfo delle musichette di qualche decade fa. Blackpool è molto intima ma a tratti rumorosa. Una poesia scritta su carta e poi gettata in mare: sicuramente la mia preferita di Hyperocean. Roger Water vi farà danzare, come provetti Gesù Cristo sull’acqua. Il primo che affoga si prende una stigmate extra per punizione. Solar Valley rumoreggia, avvolge e rappresenta l’ultima giro di boa prima del gran finale con Alfa11: undici minuti molto intimi tra elettronica, Brian Eno e vocalizzi sempre ben calibrati e presenti.

Hyperocean è uno di quei dischi che va comprato e ascoltato. Serve per supportare una giovane realtà come quella dei Niagara. Hanno tutto il diritto e il dovere di crescere e di avere il supporto da più gente possibile. Buon ascolto.

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