Il Collezionista Di Ossa

Harakiri For The Sky, Self-Inflicted Violence, Twilight Fauna: Il Collezionista Di Ossa #29

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Camminando nei meandri oscuri dei magazzini di Impatto Sonoro ci siamo imbattuti in molti cadaveri, interessanti resti umani che il tempo ha dimenticato e che abbiamo deciso di riportare alla luce per non lasciare alla polvere. Afflitti dalle nostre turbe ci sentiamo un misto tra The Bone Collector e Karl Denke. Presentarvi direttamente il corpo non sarebbe abbastanza frizzante, pertanto ci siamo imposti che ogni numero di questa rubrica sarà composta da tante piccole falangi tagliate che vi doneremo come pillole. Starà a voi seguire le tracce al suon di musica e arrivare goduriosamente al corpo del reato.
Recensioni di dischi finiti nel dimenticatoio, ristampe di glorie del passato, bootleg, archivi musicali e nuove uscite in formato musicassetta.
Dalla minimal wave all’industrial, passando per gruppi underground est europei, giapponesi e catacombe innominabili.

A cura di Fabio La Donna.

Harakiri For The Sky – Harakiri For The Sky
(Art Of Propaganda)
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La Art of Propaganda è una etichetta tedesca della bassa Sassonia che da moltissimi anni supporta le più svariate realtà black metal. Spolverando il suo vecchio catalogo sono usciti due dischi di particolar rilievo che verranno trattati in questo speciale. Il primo è la first release degli Harakiri for the Sky, duo austriaco dedico ad un black metal molto borderline e sperimentale. Se la copertina è davvero degna di nota, l’impianto musicale non è da meno. Prendete, per esempio, una canzone come Dancing on Debris: il rumore che cede il passo ad un black metal molto atmosferico, raggi psichedelici di contorno ed infine una carica degna dei più potenti progetti post-rock. Poi parte scream, la violenza e la danza da dolce e naturale diventa un massacro sonoro. Un viaggio sonoro tutto da percorrere nel suo splendore. Questo disco ha la classe dei migliori lavori dei Les Discrets, le atmosfere di realtà black metal come Austere ed infine il marcio depressivo del progetto Happy Days. È un disco molto intenso, vario ma non per questo dispersivo. Confezionato sia esteticamente che musicalmente con classe rappresenta una cosa molto rara per una first release. Nel suo marcio e decadentismo questo disco riesce ad avere molta classa, eleganza e ritmo per un mix stravolgente. Mentre vi state leccando i baffi, vi ricordo che è uscita da poche settimane una nuova traccia degli Harakiri For The Sky dal nome Calling The Rain e che anticipa il nuovo lavoro in uscita il 22 luglio. Sicuramente sarà un disco che finirà nella top 10 dei dischi estremi di questo 2016.

Self-Inflicted Violence – A Perception Of Matter And Energy
(Art Of Propaganda / Eerie Art Records)
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Il secondo gruppo trattato in questo speciale sono i Self-Inflicted Violence con il long Playing A Perception Of Matter And Energy uscito in vinile per la tedesca Art Of Propaganda e in CD per l’italiana Eerie Art Records. Self-Inflicted Violence è un mix ben riuscito di doom, black metal e post-rock. Rispetto al disco Harakiri For The Sky qui un bianco molto accecante e minimalista fa da padrone alla compagine grafica. L’inizio dell’album è più essenziale, snello e fluido dando luce alla forte carica emotiva ed energica espressa dal duo. Il comparto black metal spesso si associa ad un rock molto doom e dark oriented che sembra donare al disco e al progetto un’aurea di immortalità e di interazione tra più generi. Le atmosfere che spesso variano da quelle più rumoristiche fino alla spazialità dei viaggi spirituali riescono a decifrare e raccontare più stati di animo senza creare contrasti e incongruenze tra i singoli pezzi. L’ascolto è più che positivo e qualche errore da calibrare e punti da mettere più a fuoco sono stati sistemati anni dopo con il seguente e ancora meglio riuscito The Sanctimonious Hypocrites of Reality. Per conoscere meglio la storia di questo progetto estremo dal nome Self-Inflicted Violence vi consiglio di ascoltare con tanta serenità A Perception Of MAtter And Energy e subito dopo darci dentro con The Sanctimonious Hypocrites of Reality.

Twilight Fauna – EP
(Autoprodotto)
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All’inizio degli anni zero comparve sulla scena black metal un ragazzo che si prodigò a raccontare storie misteriose avvenute sugli Appalachi, la catena montuosa più vecchia d’America. In qualche hanno il progetto Twilight Fauna esplose in una miriade di collaborazioni e dischi che non seppero quasi mai fallire. Il tutto iniziò con due tracce autoprodotte e distribuite su vinile trasparente e che verranno trattate in questa sede. Le idee in questo progetto atmosferico e black metal non sono mai mancante e la capacità di renderle concrete e musicali è un’abilità dell’autore. Sul lato A dell’EP troviamo Nepenthe (The Elixir). Inizio spoken, poi un improvviso folk molto american skin che accompagna l’ascoltatore, per due minuti, in una ballata rurale. Poi il rumore, la potenza, il black metal che esplode stupendo. Ed è una danza dal sapore black metal che si crea dando un senso di spaesamento iniziale ma solo per poi affascinare ulteriormente. Sul lato B la una depressiva e piovosa Starlight riesce a creare un tassellazione tra il neofolk presente in ampia parte e qualche venatura black metal che in questo caso funge da supporto realizzando un prodotto interessante. Considerando questo EP come un punto di partenza di una vasta discografia e non di arrivo, è sempre più chiaro il motivo degli ottimi riscontri ottenuti dal progetto Twilight Fauna. Consigliato il più minimale split con Jennifer Christensen e il recente LP Shadows Of Ancestors.

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