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Lu Silver – The Soul Comes Back To Boogie

2016 - Go Down Records
soul / rock

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Tracklist

    1. Overture
    2. Just Another Day
    3. Turn Me On
    4. Walking On A Dream
    5. I Give You My Blues
    6. Valentina
    7. We Don't Like Your Ties
    8. Life Is A Strange Game
    9. Looking For Another Way
    10. On The Way Home
    11. I Feel Really Junky
    12. Last Train For A New Day

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A due anni dal suo debutto da solista, Lu Silver è tornato con “The Soul Comes Back To Boogie”, disco realizzato in compagnia con la String Band. Magnetica è l’attrazione verso la West Coast americana che l’opera esercita: nel suo fluire, catapulta l’ascoltatore in strade sterrate di campagna, a bordo di un auto decappottabile e non più giovanissima, rigorosamente col gomito di fuori. E non solo perché le sonorità sono tremendamente vintage. Il motivo è da ricercarsi in uno stile praticamente inconfondibile, che affonda le sue radici nel country, ma che incorpora elementi blues e folk, tenendo ben presente anche la tradizione del rock and roll più classico.

Introdotto dalle note sognanti e malinconiche di “Overture”, il disco inizia con il country leggero e frizzante di “Just Another Day”, mentre Lu Silver si muove agilmente fra tonalità alte e basse, con alcuni parti cantate particolarmente catchy. Dopo la blueseggiante “Turn Me On”, il rock and roll dal sapore sixties di “Walk On A Dream” conduce verso uno dei momenti migliori dell’album. “I Give You My Blues” coinvolge e nel finale incalza: il piano regala sfumature diverse, poi una frenetica batteria anticipa uno stop & go gradevolissimo, mentre Lu Silver mantiene alto il livello, con una voce tirata e un cantato perennemente in tensione. Fra ballate romantiche (“Valentina”) e attimi più spensierati (“We Don’t Like Your Ties”), spicca l’energica “Life Is A Strange Game”, arricchita da rapidi cambi di ritmo e l’alternanza fra parti travolgenti e passaggi quasi onirici. Atterraggio morbido grazie alla ballata “Looking For Another Way” verso l’ottima cover di “On The Way Home” di Neil Young, la cui influenza nel disco è percepibile. “I Feel Really Junky” è una chicca in termini meramente compositivi: bisbigli, assoli vocali e boogie rock si sovrappongono, si alternano, sfumano gli uni negli altri.

A chiudere è un’altra morbida ballata (“Last Train For A New Day”), degno finale di un disco ben fatto sotto tutti i punti di vista, gradevolissimo per tutta la sua durata e che scorre senza concedere momenti d’affanno.

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