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The Veils – Total Depravity

2016 - indie / rock

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Tracklist

    1. Axolotl feat. El-P
    2. A Bit on the Side
    3. Low Lays the Devil
    4. King of Chrome
    5. Swimming With the Crocodiles
    6. Here Comes the Dead
    7. In the Blood
    8. Iodine & Iron
    9. House of Spirits
    10. Do You Bones Glow at Night?
    11. In the Nightfall
    12. Total Depravity

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Trascorsi appena tre anni dalla loro ultima realizzazione, i The Veils, band che vanta dal 2001 -anno di formazione ufficiale- una sorprendente regolarità in termini di produzione discografica, non intendono arrestarsi: all’album d’esordio The Runaway Found (2004), basato su un buon alternative rock, tendenzialmente melanconico, sono seguiti Nux Vomica (2006), nettamente più grintoso e più cupo del precedente, poi Sun Gangs (2009), in cui ritorna a prevalere la melancholy, e infine Time Stays, We Go (2013).
Il 2016 è quindi l’anno che vede la nascita del quinto lavoro del gruppo composto da Finn Andrews (voce e chitarra), Sophia Burn (basso), Raife Burchell (batteria), Dan Raishbrook (chitarra) e Hubert Rapisardi (piano e organo).

Total Depravity –questo è il titolo scelto per il nuovo album che uscirà nel mese di agosto- co-prodotto da Adam “Atom” Greenspan e Nick Launay, duo già dimostratosi vincente nella produzione di Nux Vomica, ha previsto anche la partecipazione di El-P (del supergruppo hip hop Run the Jewels) alla sua realizzazione: il rapper e produttore aveva annunciato con un tweet l’inizio della sua collaborazione con i The Veils già dal febbraio dell’anno scorso. Collaborazione che è arrivata al culmine nel singolo che apre l’album, Axolotl –pezzo che, secondo le indiscrezioni, comparirà anche in una nuova puntata di Twin Peaks.
Nel complesso, il sound di quest’ultimo album ricorda da vicino quello di Nick Cave & The Bad Seeds –e non sembra un caso che proprio Greenspan e Launay abbiano avuto modo di collaborare con lui in precedenza-, ma è la voce di Finn Andrews a fare la vera differenza, grazie alla capacità di spaziare dai toni più sensuali e caldi a quelli più cavernosi e aggressivi –da rocker professionista oserei dire.
I brani sono sospesi tra indie rock e hard rock, più deciso e aggressivo, insomma più noir –salvo qualche eccezione certo, come in Do Your Bones Glow at Night?, in cui sono riconoscibili lievi note dalle sfumature melanconiche e vagamente tendenti al pop.
Ogni pezzo è una vera e propria storia popolata di stavaganti protagonisti– così come dichiarato dallo stesso frontman Andrews a commento del lavoro svolto con la band:

“L’album ha cominciato ad acquisire una forma dopo un lavoro di due anni. C’è un nutrito cast di personaggi in questo disco. L. Ron Hubbard, coccodrilli, un camionista psicotico, il Papa e Ingrid Bergman. Le canzoni parlano di storie di vario tipo: alcune ispirate a eventi realmente accaduti, altre inventate da me per divertimento. Si tratta della prima volta che compongo canzoni partendo da frammenti di suono e spezzoni vari, nonostante alcune di esse siano state concepite al piano e missate successivamente”.

E se queste parole vi hanno incuriositi, non resta che una cosa da fare: dare uno sguardo all’incredibile tracklist qui riportata e optare (perché no?) per una leggera svolta dark con l’uscita del nuovo album.

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