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In Mourning – Afterglow

2016 - Agonia Records
death / progressive / metal

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Tracklist

    1. Fire and Ocean
    2. The Grinning Mist
    3. Ashen Crown
    4. Below Rise to the Above
    5. The Lighthouse Keeper
    6. The Call to Orion
    7. Afterglow

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Non nascondo che ero in discreta attesa per il quarto lavoro degli svedesi In Mourning, dopo quattro anni dall’ottimo The Weight of Oceans, c’era una palpabile curiosità di scoprire dove avrebbero portato il loro melodic/progressive death metal. Se analizziamo il nuovo Afterglow alla luce della buona robina a cui ci han abituato i nostri, è difficile non provare un po’ di delusione per quanto poteva essere e non è stato.

In precedenza i cinque erano riusciti a fondere in maniera sorprendentemente efficace attacchi aggressivi, rimasticazioni progressive e perfino momenti più melodici (indimenticabile la splendida Celestial Tear), stavolta manca il giusto mordente. Se invece inseriamo, come pure è inevitabile che succeda, Afterglow all’interno del movimento death/prog, allora è facile notare che i nostri continuano a mantenere un livello tale di professionalità e attenzione al dettaglio che parlarne male risulta quasi impossibile. A tal proposito penso sia sufficiente un ascolto di Fire and Ocean per rendersi conto dell’attenzione massima che i cinque dedicano a ogni momento, con il doppio attacco growl/screaming di Tobias e Bjorn che spara il finale nella stratosfera. The Ashen Crown forse è il pezzo che maggiormente dimostra l’enorme potenziale della band, sfruttando il generoso minutaggio in maniera efficace, da un primo attacco aggressivo che va lentamente a sciogliersi in un segue melodico dove Bjorn ci accarezza e poi la band, con un ultimo gran respiro, riparte con un’unione di chitarre splendida che ci accompagna fino alla fine.
Below Rise to the Above è il continuo ideale della precedente, con Bjorn che riparte con piacevoli vocalizzi puliti e Tobias che accompagna la parte più progressive, da segnalare pure un gustoso assolo di chitarra in chiusura talmente liquido e melodico da richiamare Gilmour.
Niente di particolare da segnalare per il comparto lirico, invece, un po’ troppo concentrato sull’intero concetto di fuoco, acqua, troni da occupare e sovrani dell’oltretomba per rimanere particolarmente memorabile.

Mi è successo con Afterglow, purtroppo, quello che temevo, se non si presta la giusta attenzione (ergo, molta) i pezzi facilmente scivolano via e non si lasciano minimamente ricordare, segno che il songwriting non è di livello elevatissimo per chi è già abituato al sound degli svedesi. Esempio in tal senso The Call to Orion che sembra ricalcare proprio melodie già ascoltate in precedenza e rivela sfaccettature ulteriori solo al quarto ascolto attento. E al quinto finisce per diventare il pezzo che preferite dell’intero lavoro, visto che succede?
Insomma, una discreta prova per gli In Mourning, ma per il futuro sarà necessario fare qualche passetto in più o si rischia di finire nel limbo delle band che “avrebbero potuto”.

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