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16 – Lifespan Of A Moth

2016 - Relapse
sludge / metal

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Tracklist

1.Landloper
2.Peaches, Cream And The Placenta
3.The Morphinist
4.The Absolute Center Of A Pitch Black Heart
5.Gallows Humor
6.Secrets Of The Curmudgeon
7.Pastor In A Coma
8.George

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Se la prima volta che ho ascoltato un disco dei 16 avessi dovuto scommettere  sulla loro provenienza  geografica senza saperlo, non avrei avuto dubbi ed avrei detto sicuramente New Orleans, perché il sound proposto dalla band, da ormai più di vent’anni per altro, ha quel classico retrogusto malsano e melmoso, tipico delle band sludge che hanno fatto scuola e di base in Lousiana, vale a dire Down, Crowbar , Eyehategod, Acid Bath. Invece, il quartetto arriva direttamente dalla città degli angeli.

E’ subito chiaro però fin dalle prime note di Lifespan of a Moth che la band non ha nulla a che vedere con gli “angeli”, al massimo possono essere accostati all’angelo decaduto per eccellenza, ma di celestiale non hanno assolutamente niente.
Con il trittico di apertura del disco si notano le caratteristiche fondamentali dei  16, suoni sporchi, riff oscuri e monolitici, rallentamenti improvvisi, basso fangoso e spesso distorto, e la indemoniata e filtrata voce di Bobby Ferry, che a tratti ricorda quella del Phil Anselmo periodo Pantera. Sembra che si cambi un po’ registro con l’incedere iniziale hardcore di The Absolute Center of a Pitch Black Heart, ma negli intermezzi si torna decisamente a fare metal. Rispetto al passato la band pare essersi un po’ discostata dalla frenesia hardcore a favore invece di tempi più distesi e lenti tipici del doom metal, come nella strumentale Gallows Humour. In Secrets of the Curmudgeon  sembra di sentire i migliori Crowbar, e non si riesce a tirare il fiato nemmeno nella successiva e malata Pastor of Coma con il suo incedere cadenzato e dove gli stop’n’go la fanno da padroni. Chiude il lavoro la lunga George, che non aggiunge niente di nuovo a quanto detto prima, ma che dimostra comunque la maestria nello scrivere della band losangelina, vista la notevole esperienza maturata negli anni .

In definitiva, quello dei 16 è un un buon lavoro, decisamente potente ed aggressivo, che nonostante non rappresenti nulla di rivoluzionario all’interno della loro discografia, li conferma come una delle maggiori realtà sludge in circolazione, e che gli consente di essere accostati a pieno diritto ai nomi più importanti e rappresentativi del genere.

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