Il Collezionista Di Ossa

Arturo, Bellicosi, Arsenico: Il Collezionista Di Ossa #31

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Camminando nei meandri oscuri dei magazzini di Impatto Sonoro ci siamo imbattuti in molti cadaveri, interessanti resti umani che il tempo ha dimenticato e che abbiamo deciso di riportare alla luce per non lasciare alla polvere. Afflitti dalle nostre turbe ci sentiamo un misto tra The Bone Collector e Karl Denke. Presentarvi direttamente il corpo non sarebbe abbastanza frizzante, pertanto ci siamo imposti che ogni numero di questa rubrica sarà composta da tante piccole falangi tagliate che vi doneremo come pillole. Starà a voi seguire le tracce al suon di musica e arrivare goduriosamente al corpo del reato.
Recensioni di dischi finiti nel dimenticatoio, ristampe di glorie del passato, bootleg, archivi musicali e nuove uscite in formato musicassetta.
Dalla minimal wave all’industrial, passando per gruppi underground est europei, giapponesi e catacombe innominabili.

A cura di Fabio Gallato.

Arturo – Conversazioni
(Smartz Records, 2001)

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Tra i membri più brillanti dell’ondata anni ’90 dell’hardcore made in Italy, i torinesi Arturo se ne uscivano all’inizo del decennio successivo con Conversazioni, lavoro quantomai spiazzante e ambizioso, un tentativo di riscrivere e attualizzare le regole dell’hardcore in un momento in cui l’hardcore stesso stava cambiando già da sè. Del precedente Ar-Cor, uscito 6 anni prima e seguito da una manciata tra ep e split vari, rimaneva la velocità frenetica e quell’attitudine al dileggio che più di tutti li contraddistingueva. Ma gli Arturo di inizio 2000 sono una band diversa, sia nella formazione che nello spirito: Conversazioni è la manifestazione di un approccio poetico che sfugge alla sola dimostrazione di brutalità e nichilismo tipica del genere. I 18 brani che lo compongono si susseguono ad un ritmo folle e incontrollabile, fatto di marce insostenibili, chitarre nevrotiche e testi che, come nella migliore e ispiratissima tradizione hardcore, fanno brillantezza del fatalismo una bandiera, per forza di cose nera e a mezz’asta. Fanno il loro ingresso in campo, con piglio sfacciato e prepotente, alcune modernizzazioni di stampo elettronico e rumoristico quasi Atari Teenage Riot, a rendere ancora più interessante un tessuto strumentale vorticoso e sorprendente. Un lavoro di valore assoluto, mai eguagliato negli anni a venire, testimonianza dello spirito unico di una delle band più rappresentative di un panorama che non dovremmo mai dimenticare.
Percepisco il mondo in un modo troppo strano lontano dagli schemi di ogni essere umano.

Bellicosi – Torino Rock’n’Roll Starz
(Smartz Records, 2001)

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Altro pezzo importante della più recente scena torinese, i Bellicosi riuscivano con Torino Rock’n’Roll Starz a riassumere 11 anni di storia e attitudine diy. I Bellicosi si muovevano tra l’hardcore più tradizionale e quel punk-rock che in quegli anni stava conquistando con forza e ispirazione il primato assoluto. Pur abbandonando le tastiere, che caratterizzavano curiosamente i lavori precedenti, la band poteva contare su di un sound riconoscibile e compatto, fatto di sfuriate veloci e momenti più melodici, testi ora impegnati e ora più leggeri, comunque mai banali e lontani dal rischio di scivolare nello stereotipo di genere. Bravi ed eclettici, capaci di inserire talvolta anche sonorità legate ad altri panorami musicali, i Bellicosi lasciavano con Torino Rock’n’Roll Starz un disco riuscito e il testamento di una band matura e giunta forse all’inevitabile punto di arrivo.
E vedrai, vedrai, il tuo sorriso a poco a poco svanirà e ti allontanerai, per ora lasciami stare.

Arsenico – Forti Di Incomprensioni Stabili
(Smartz Records, 2004)

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Nell’Olimpo del panorama musicale cui abbiamo dedicato questo numero de Il Collezionista Di Ossa, uno spazio bello grande spetta di sicuro agli Arsenico. Pur se arrivati con un po’ di ritardo rispetto ai colleghi (l’esordio Nottide è datato 2001), hanno incarnato fin da subito l’attitudine hardcore, onorandolo alla perfezione e custodendone genuinamente lo spirito: il loro secondo album Forti Di Incomprensioni Stabili è una pietra miliare del genere, un monumento ad una scena indimenticata e indimenticabile. Ma non è solo questo: nei 9 brani che lo compongono, gli Arsenico palesavano una serie di variegate influenze e scelte stilistiche da far impallidire i paranoici della catalogazione. È un sound personale quello dei torinesi, che prende spunti dall’hardcore melodico, dal crossover, perfino dall’emo, dall’elettronica e dal combat rap degli Assalti Frontali, fino a creare un atmosfera unica e irripetibile su cui si riversano con claustrofobica determinazione testi di rara sensibilità poetica, vero punto di forza e motivo d’eterno amore. Coraggiosi nello sperimentare senza dimenticare l’importanza delle radici, gli Arsenico regalavano uno splendido gioiello, forse l’ultima sincera e sfavillante testimonianza dell’autentica Torino Hardcore. Vivi fratello servo e corri che se ti fermi pensi alla tua vita e non ti devi far pensare.

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