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Neurosis – Fires Within Fires

2016 - Neurot Recordings
post-metal / doom

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Tracklist

1. Bending Light
2. A Shadow Memory
3. Fire Is The End Lesson
4. Broken Ground
5. Reach

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Per una molteplice serie di fattori, è sempre difficile approcciarsi criticamente ad un nuovo album dei Neurosis. In primis, perché le aspettative di addetti ai lavori ma sopratutto fan per una band quasi intoccabile, capace di sfornare negli ultimi venti anni veri e propri capolavori che hanno tracciato le linee guida di certe sonorità decisamente oscure e pesanti (post-metal?), sono ogni volta altissime e ricche di speranze. In secondo luogo perché le loro produzioni sono sempre complesse e mai banali; non si può certo dire che i Neurosis facciano dischi così tanto per. Questo lo si evince chiaramente dall’ascolto di un qualsiasi loro lavoro, che difficilmente non riesce a stimolare la meditazione e trasmettere emozioni a chi decide di dedicargli la giusta attenzione. Certo, nell’ipotetico caleidoscopio di possibili sensazioni, quelle che vengono evocate riguardano sempre la parte più nascosta, tortuosa, cupa ed angosciante dell’animo umano ed in questo credo che abbiano pochi rivali nel genere. In ultimo, se si aggiunge al tutto una carriera che proprio quest’anno raggiunge il traguardo del trentennio, improntata su di un approccio sempre coerente e sincero all’universo musicale, il compito di cui sopra si fa ancora più arduo.

Fires Within Fires, dodicesimo capitolo della loro discografia, se si considera anche la collaborazione con la “sacerdotessa” Jarboe, si presenta differente rispetto ad un disco come Given To The Rising e più articolato in confronto al precedente Honor Found In Decay. Qui le atmosfere sono un po’ meno riflessive e psichedeliche, in luogo di un suono più caldo, diretto e d’impatto, ancora una volta affidato alle sapienti mani di Mr. Steve Albini. È un lavoro più sanguigno e istintivo, e ciò lo si evince anche dal più contenuto minutaggio complessivo dei soli cinque brani che lo compongono.

L’apertura è affidata a Bending Light, che inizia subito come un pezzo doom cadenzato, per poi trasformarsi in qualcosa di malato e sinistro, che si insinua lentamente sotto la pelle,  grazie anche alla sempre ottima prova ai synth di Noah Landis, vero è proprio cesellatore delle trame create dalla band di Oakland. È solo la proverbiale quiete prima della tempesta, il preludio all’inferno sludge che si scatena da metà pezzo in poi. La successiva A Shadow Memory, invece, alterna momenti di apparente calma e melodia a sprazzi di violenza, come spesso i Neurosis ci hanno abituato in passato.
Fire Is The End Lesson, con il suo incedere ossessivo, ci trascina in quegli abissi musicali tanto tenebrosi quanto affascinanti, un viaggio nel buio che si ripete anche nell’intensissima Broken Ground, in ritroviamo dopo tanto tempo alternarsi alla voce  Scott Kelly e Steve Von Till, che mettono in mostra le proprie doti fuori dal comune sia dietro al microfono che nello scrivere.
Chiude il tutto Reach, brano nel quale le atmosfere folk dark tanto care alla premiata ditta Kelly/Von Till (soprattutto nei loro lavori solisti) la fanno da padrone fino ad esplodere nella tipica e collaudatissima apocalisse finale.

Siamo quindi di fronte all’ennesimo grande disco dei Neurosis? Fires Within Fires sicuramente non scardina le regole del gioco o lascia meravigliosamente esterefatti come The Eye Of Every Storm, vertice artistico della carriera della band di Oakland, ma ci presenta comunque una band ancora in stato di grazia, che mantiene intatta la capacità di scuotere con violenza l’ascoltatore e accompagnarlo in un inferno dantesco fatto di tinte scurissime.Un gran modo per festeggiare il traguardo dei trent’anni d’onorata carriera.

 

 

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