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Wilco – Schmilco

2016 - DBPM Records
rock / indie / folk

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Tracklist

1.Normal American Kids
2.If I Ever Was A Child
3.Cry All Day
4.Common Sense
5.Nope
6.Someone To Lose
7.Happiness
8.Quarters
9.Locator
10.Shrug And Destroy
11.We Aren’t The World (Safety Girl)
12.Just Say Goodbye

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A solo un anno di distanza dalla loro ultima fatica discografica, i Wilco tornano con “Schmilco”, proseguendo un percorso iniziato la scorsa estate con il sorprendente rilascio di “Star Wars”. Se allora l’effetto-sorpresa fu in parte attutito da un lotto di brani complessivamente non entusiasmante, il nuovo mood “gioiosamente negativo” – per dirla con Jeff Tweedy – riesce a dirci di più, mostrando una maggiore consapevolezza per la band dell’Illinois che, così, mantiene ancora alto il suo standard qualitativo.

L’incipit di “Schmilco” è il folk vellutato di “Normal American Kids” e la bontà dell’avvio è confermata dalla dolcezza di “If I Ever Was A Child” e dall’incalzare di “Cry All Day”. Gli slanci sperimentali vivono in “Common Sense”, la leggerezza di un divertissement sincero e mai smaccato in “Nope” e “Someone To Lose”. Ma pure il passo pesante e ubriaco di “Happiness” e l’atmosfera rarefatta di “Quarters” non fanno fatica a inserirsi in un contesto che trova in “Locator” una dolce parentesi beatlesiana. E se “Shrug And Destroy” è costretto a lottare per uscire dall’anonimato venendo fuori solo alla distanza (a onor del vero, alcuni pezzi sono accomunati da questo destino), l’irresistibile delicatezza di “We Aren’t The World (Safety Girl)” e della conclusiva “Just Say Goodbye” risollevano prontamente l’asticella.

Non è facile dare un giudizio definitivo sul decimo capitolo della carriera dei Wilco: “Schmilco” è un lavoro che merita diversi ascolti per insinuarsi nella pelle di chi ascolta, un disco che necessita di una buon livello di attenzione perché, ad un approccio superficiale, rischia di risultare monocorde o troppo piatto. “Schmilco” non metterà d’accordo tutti come “Yankee Hotel Foxtrot” e solo uno sguardo globale a questi bellissimi ventuno anni di Wilco può spiegare il valore dell’opera. Perché la parabola tracciata dai Wilco è sicuramente una delle migliori di questo periodo storico e “Schmilco”, pur essendo probabilmente privo di guizzi decisivi, non fa che confermare la straordinaria capacità della band di cambiare continuamente pelle e di mantenersi sempre fedele a un incrollabile ideale di qualità.

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