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Warhaus – We Fucked A Flame Into Being

2016 - [PIAS]
rock / indie

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Tracklist

1. I’m Not Him
2. The Good Lie
3. Against The Rich
4. Leave With Me
5. Beaches
6. Machinery
7. Memory
8. Wanda
9. Bruxelles
10. Time And Again

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Avere un gruppo indie rock ormai abbastanza conosciuto nel panorama europeo, con uno stile già riconoscibile, può quasi “chiuderti” in uno spazio creativo ben limitato e definito: così Maarten Devoldere, voce dei belga Balthazar, decide di uscire l’alias Warhaus dal cappello e iniziare un progetto solista con l’album We Fucked A Flame Into Being, diffuso il 2 Settembre 2016 via PIAS America.

Già con l’incipit dato a I’m Not Him si scorge la vena più cantautorale, scontandosi dalle sonorità prettamente indie dei Balthazar pur mantenendone elementi significativi.
La seguente The Good Lie, primo singolo estratto dall’album, si apre con un rullo di percussioni alle quali si uniscono presto gli altri strumenti e la voce di Devoldere viene accompagnata da un’altra femminile mentre un basso ben ritmato e accenni di fiati fanno la loro comparsa nei 3: 36 minuti del secondo brano.
Lo stesso motivo ripetuto dai fiati è l’elemento principale di Against The Rich, interrotto soltanto poco prima del finale da un bridge di voce, chitarra e batteria.

I riferimenti stilistici à la Cohen si notano anche in Leave With Me, altro brano accompagnato dalla seconda voce femminile ; la breve e strumentale Beaches ci trasporta verso le altre tracce con un sapiente uso di chitarra distorta, basso e vocalizzi, insieme agli ormai classici ottoni in sottofondo.
È con la sesta Machinery che si fonde l’intero bagaglio musicale di Devoldere: ancora l’ispirazione a Cohen & Cave, unita ai Balthazar più lenti e melodici, con un finale dedicato alle due voci, ai violini e ai tromboni.
I 4 minuti e 33 di Wanda sono un viaggio strumentale basato su un ritmo quasi tribale che rischia l’effetto monotonia se non fosse per i fraseggi degli ottoni uniti alle melodie orientaleggianti dei violini.
Bruxelles è forse quella più Balthazariana delle 10,che senza sostanziali cambi ci fa arrivare all’ultima ed intima Time And Again, in cui la voce femminile sussurra il titolo in un’atmosfera dolce scandita da coretti di LouReediana memoria.

Definire sotto un unico riflettore l’intero We Fucked A Flame Into Being non è semplice perché è un album che scivola fra originalità e alto citazionismo: ascoltando le 10 tracce di fila si cambiano diversi ambienti, si passa da oscuri locali impregnati di fumo a paesaggi quasi latini con l’unica certezza di elementi orchestrali ben diffusi in ogni traccia. Un disco quasi contraddittorio che si fa forte del mix indie “acustico” dei Balthazar ,aggiungendo elementi jazz/soul al cantautorato scia Waits/Cohen/Cave

Il risultato è un disco complessivamente interessante e senza dubbio di qualità tecnica ,un conglomerato stilistico che crea paradossalmente atmosfere diverse ad ogni traccia e che merita sicuramente più di un ascolto.

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