Interviste

Intervista ai REQUIEM FOR PAOLA P.

Requiem For Paola P.

I Requiem for Paola P. sono al terzo disco, uscito a qualche anno di distanza dal precedente: Sangue del tuo Sangue (clicca qui per la nostra recensione) è un disco profondo, a tratti cupo, che scava in punti che potrebbero anche far male. Un lavoro maturo, cantato in italiano e suonato con una perizia da far invidia.

 Vi faccio subito la domanda che immagino vi facciano tutti così poi partiamo: ma ‘sta Paola P. chi è?
Baba: Paola P. è un simbolo. Ovviamente è anche una persona, ma non è importante chi sia, quanto cosa rappresenti. Paola P. è tutto quello che vedi in tv alla domenica pomeriggio, tutto quello che senti dire in metro al mattino, tutto quell’universo di superficialità e tele-demenza di cui si nutrono i mediocri, oggi.

Come mai è passato così tanto tempo dal vostro penultimo album fino a Sangue del tuo Sangue?
Baba: Si sono avvicendati tanti cambi di line up: gente che è andata, gente che è venuta. La creatività e i percorsi personali non hanno un tempo stabilito né un percorso lineare. Il tempo che la band ha preso per sviluppare nuove sonorità e una maturità differente… beh è stato un tempo fisiologico.

Quanto è mutato, in questo tempo e con i cambiamenti alla formazione della band, nel vostro approccio alla musica?
Baba: Diciamo che c’è un filo diretto che lega il passato al presente, e che ci proietta nel futuro con la stessa grinta e la stessa voglia di salire sui palchi e di entrare in sala. Essendo rimasti in due, della formazione originale, ovviamente alcune cose sono cambiate, ma (permettendomi un’autocitazione) “tutto ciò che scorre non lascia forma alcuna”.

Avete messo una grande attenzione anche nel booklet del cd fisico, con un risultato molto suggestivo: credete che ci sia molta gente che sceglie l’ascolto su disco fisico e presta attenzione a queste cose immagino, non pensate che le copie digitali siano ormai dominanti sul mercato?
Baba: Senza dubbio! Il digitale è il futuro, ma quando sei ad un concerto e ti piace la band che stai ascoltando già immagini di voler comprare il disco. E quando lo immagini lo visualizzi: ti piace immaginarlo curato nei dettagli. Beh, ci è sembrato il minimo restituire l’intenzione e la sensazione di quel “desiderio”. Poi crediamo molto nella profondità dei testi, e fare un booklet del genere era anche un modo per rendere giustizia a quell’aspetto della nostra musica.

Sul disco ci sono strumenti che suppongo non porterete sul palco, pensate potrebbe essere una lacuna per alcuni pezzi o secondo voi la reinterpretazione live sopperirà appieno alla mancanza?
Baba: Immagino tu ti riferisca a “Tutti questi piccoli cavalli”, anche perché è l’unico che ha le trombe! Tutto il resto lo suoniamo esattamente come su disco, con qualche sbavatura voluta e richiesta dall’emozionalità. Nel caso sopra citato, fino ad ora non abbiamo mai suonato quel pezzo dal vivo. Presto, però, questo accadrà, e sarà bello. Almeno per noi…

L’album precedente è stato seguito da un’attività live massiccia in tutta Italia, possiamo aspettarci lo stesso questa volta? Avete qualche data già in programma a cui tenete particolarmente?
Baba: Direi che gli anni passano e si fanno sentire. Gli impegni si moltiplicano, le famiglie crescono, ma non rinunciamo a suonare dal vivo. Di date fino ad ora ce ne sono state, ma il live migliora ad ogni nuovo palco su cui saliamo. Date in programma cui teniamo particolarmente? Tutte! Ma per onestà intellettuale, il 14 Ottobre suoneremo al circolo “Il Paniere” di Crema con i Fuzz Orchestra… e presenteremo anche una grande novità!
Ardi: replicare le oltre 70 date fatte a supporto di Tutti Appesi è impensabile non tanto per lo spirito che è lo stesso di quando si aveva 20 anni quanto per questione di impegni, lavorativi e soprattutto famigliari. Sicuramente cercheremo, per quanto ci sarà possibile, di suonare live Sangue Del Tuo Sangue nella maniera più capillare possibile.

Chiudiamo con un classico: con chi sognate di suonare dal vivo? Che artisti stimate di più nel panorama italiano/internazionale?
Baba: Ma sono troppi i nomi che mi vengono in mente! Cito solo un nome: Refused.
Ardi: Sono talmente tanti i gruppi che adoro e che mi hanno formato musicalmente che sarebbe come aprire un elenco telefonico ad una pagina a caso e puntare il dito, cosa che avrebbe poco senso. Ti rispondo così: a me basterebbe trovarmi a condividere il palco con gente che verso la musica ha la stessa passione e lo stesso rispetto che ho io. Può sembrare scontato ma non lo è per niente, fidati.
Vava: Premetto di essere d’accordo col buon Ardi, ma se deve essere un sogno allora ti dico Joe Strummer!!! Tornando alla realtà non mi dispiacerebbe affatto condividere una serata con Il Teatro degli Orrori o Giorgio Canali nel panorama italiano e At the Drive-in o Motorpsycho per gli internazionali. Come già detto però la lista sarebbe assai più lunga.

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