Recensioni

Lisa Hannigan – At Swim

2016 - ATO Records
folk / songwriting

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Fall
2. Preyer For The Dying
3. Snow
4. Lo
5. Undertow
6. Ora
7. We The Drawned
8. Anahorish
9. Tender
10. Funeral Suit
11. Barton

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Al ritorno da un lungo tour per la realizzazione del suo secondo album, Passenger (2011), la cantautrice irlandese Lisa Hannigan era stata vittima del temuto “blocco dello scrittore”.  Un “blocco” che è riuscita a superare egregiamente e che ha portato alla creazione del suo nuovo album: lasciandosi Dublino alle spalle, Lisa ha risieduto per qualche tempo a Parigi e poi a Londra, in cerca d’ispirazione per il suo nuovo songwriting.  Sembra aver trovato ciò che cercava, ritornando alle atmosfere più cupe, tetre, forse perfino un po’ spettrali e macabre di un classico folk rock.

Il prodotto delle sue peregrinazioni in cerca di nuove idee è l’album At Swim, il terzo pubblicato dalla cantante –dopo Sea Sew e Passenger-, in cui emerge il tentativo di elevare il livello musicale seguendo quella che si presenta come una vera e propria maturazione stilistica e personale. Dall’inizio della sua carriera –qui è d’obbligo ricordare gli esordi al fianco di Damien Rice, anch’egli cantautore irlandese – la Hannigan si è via via emancipata, fino a delineare un suo stile e una propria identità musicale, molto tradizionale, ma anche elegante e romantica.
Ora la maturità artistica, temuta e al contempo ricercata, la ritroviamo in questo terzo album in studio, in cui è impossibile non accorgersi del contributo dato da Aaron Dessner, chitarrista e tastierista della band The National, nonché songwriter, polistrumentista e produttore
Sono stati tre gli incontri fondamentali tra il produttore e la cantante per stabilire la natura e il tema portante dell’album: incontratisi prima a Copenaghen, poi a Lismore Castle e Cork City, la coppia Dessner-Hannigan ha optato per arrangiamenti semplici, puliti, che lasciassero sufficiente spazio alla sua voce calda e armoniosa.

At Swim conta 11 tracce, che, a causa di un unico “filo rosso” a legarle tra loro, non si presentano come un repertorio particolarmente originale, e risulta quindi difficile riscontare a pieno quel vero e proprio “salto di qualità espressiva” tanto voluto dalla Hannigan. Rimane comunque indiscutibile l’eccezionalità dell’esecuzione stilistica.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

www.impattosonoro.it utilizza i cookies per offrirti un´esperienza di navigazione migliore. Usando il nostro servizio accetti l´impiego di cookie in accordo con la nostra cookie policy. Scoprine di più | Chiudi