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Oozing Wound – Whatever Forever

2016 - Thrill Jockey
thrash metal / noise

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Tracklist

1. Rambo 5 (Pre-Emptive Strike)
2. Diver
3. Deep Space
4. Mercury In Retrograde Virus
5. Weather Tamer
6. Everything Sucks, And My Life Is A Lie
7. Eruptor
8. Tachycardia
9. You Owe Me, Iommi
10. Sky Creep

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L’ignoranza ha tante sfaccettature: c’è l’ignoranza brutta, che rende tutto grottesco e quella che fa del grottesco un’arte e che di ignorante non ha proprio un cazzo. Gli Oozing Wound rientrano nella seconda categoria. L’idea assolutamente grottesca di prendere il thrash metal (e non solo quello), rivoltarlo come un calzino, girarlo nuovamente per dritto e cacciar fuori dischi come l’ultimo “Whatever Forever” è tutto tranne che cattiva. Se il mondo appartenente a questo genere musicale si può tranquillamente riporre nel cassetto e tirar fuori solo in occasione di quegli attacchi di nostalgia che colpiscono sempre più spesso gli amanti di quanto uscito prima del 1989 (e capita anche a me, tranquilli), questi signori van riascoltati una volta alla settimana.

Niente pose e niente cliché tra le palle, un sacco di attitudine alla violenza e all’ironia e il gioco è fatto. I tre di Chicago sono un misto aberrante di quanto di più marcescente sia uscito dal cappello del metal estremo degli ultimi trent’anni, il tutto impestato di suoni pesanti come cemento armato e saturi da far schifo, quasi dalle parti dei Lightning Bolt, per intenderci. Volete tirare in ballo, che cazzo ne so, gli Entombed? Gli Slayer? I Morbid Angel? Addirittura il lordume dei Carnage? Bene, potete farlo ma attenzione: siamo al limite del “vero ma non verissimo”. Perché la malvagità “ridicola” delle formazioni di cui sopra è annegata in un mare noise impietoso impreziosito da virulento cinismo, elementi assenti a “quei tempi”. Questo è quanto. Ci sono rumori dallo spazio profondo a far da sfondo ad assalti thrash ultraterreni (“Rambo 5 (Pre-Emptive Strike”), mutilazioni death che renderebbero felici i Carcass della prima ora (“Diver”, “Mercury In Retrograde Virus”), epiche mostruosità al limite del thrash-core più becero (“Deep Space”), baluginii di doom fangoso (“Everything Sucks, And My Life Is A Lie”), addirittura delicatezze space seventies (“You Owe Me, Iommi”, un titolo che la dice molto lunga sul contenuto del brano) e, tanto per non farci mancare un cazzo, assurdi assalti hc-crust (“Sky Creep”).

Un pugno dritto sui denti. E ho pure usato tutti i luoghi comuni di una recensione metal come si deve. Punto.

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