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Kroh – Altars

2016 - Devizes
doom metal

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Dietro il nome di battaglia di Misery si celò per anni Paul Kenney, l’abrasiva chitarra di Mistress e Fukpig, brutali gruppi grindcore/crust di Birmingham che in tempi non troppo lontani misero a segno qualche bel numero (In Disgust We Trust i primi, Spewings From A Selfish Nation gli altri).

Raschiando tra le loro ceneri, esordiscono ora i Kroh, progetto in gestazione già da alcuni anni, per cui Kenney ha reclutato qualche vecchio commilitone ed un’algida e biondissima silfide come vocalist. Messa decisamente da parte l’anfetamina rabbiosa di tradizione Napalm Death, il metal dei Kroh piega senza rimpianti verso un doom abraso dalla ruggine; i ritmi rallentano, i tempi si dilatano, la melodia si fa ricca di passaggi sacrali ed una nera solennità pagana serpeggia sinistra per tutto l’album.

Occultismo gotico celebrato da una sacerdotessa appassionata e condotto dalla vecchia maschera di “Misery”. Non male.

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