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Glerakur – Can’t You Wait

2016 - Prophecy
post-rock

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Tracklist

1. Can't You Wait       
2. Polycide      
3. Willocide


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Gli stregoni del suono vengono dai ghiacci; che siano i Sigur Ros, o il più barbarico Glerakur. Il nome di battaglia nasconde l’islandese Elvar Geir Sævarsson, un progettista musicale già titolare di lavori a suo nome e factotum anche negli Hellvar.

Il progetto Glerakur, un ensemble aperto di post rock che può comprendere fino a 5 chitarre, è portatore di un sincretismo così trasversale che pare più facile un’analisi “al contrario” elencando intanto cosa questo Ep non è: non è canzone, ritornello nè strofa, ma nemmeno assolo, virtuosismo, e tanto meno intrattenimento. Ciò che resta è rumore di teatralità wagneriana, con un’armonia di sottesa drammaticità fortunatamente preservata alla scure dell’intransigenza e del facile estremismo di facciata (a differenza per esempio di quanto ascoltato nell’ultima uscita di Surachai).

Intensità orchestrale stratificata con raziocinio, tra la sinfonia di Glenn Branca, il minimalismo di Glass e l’ascensionalità dei tastieristi cosmici. Un grande affresco sonoro, freddo, che procede col passo del ghiacciaio, non privo di sentimento, a volte troppo sfumato nell’ambient per riempire tutta una stanza. Muzak ragionata a 5 stelle per uno sbarco alieno tra gli iceberg in un film di John Carpenter.

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