[Première]: MONO – “Journey Through Hell” Documentary

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ENGLISH

Released on 14th october 2016 on Temporary Residence Ltd and Pelagic Records, Requiem For Hell is the 9th chapter of Mono‘s discography, one of the mainstay in post-rock’s worldwide scene, maybe the most beautiful expression in this musical universe. The album, inspired by Dante’s “Divine Comedy”, marks the return of the collaboration between Mono and Steve Albini, already producer of their 2007 masterpiece “Hymn For The Immortal Wind”.
We’re now introducing you the absolute preview of “Journey Through Hell”, a documentary realized by Ogino Design, a story about the “Requiem For Hell” genesis through exclusive footages from the studio sessions and interviews with Mono and Steve Albini himself, a unique flaw of reports and shots to recount feelings about the creation of the latest, wonderful, Mono‘s album.

We take the opportunity to talk about “Requiem For Hell”, band’s future projects and the documentary itself with Mono‘s guitarist Taakakira “Taka” Goto. You can enjoy it after the video.

ITALIANO

Uscito lo scorso 14 ottobre su Temporary Residence Ltd. e Pelagic Records, Requiem For Hell è il nono capitolo della discografia dei Mono, una delle colonne portanti della scena post-rock mondiale, forse attualmente la più bella espressione di questo universo musicale. Il disco, ispirato alla Divina Commedia, segna il ritorno del sodalizio tra la band giapponese e il produttore Steve Albini, già al lavoro insieme nel 2007 con il capolavoro Hymn For The Immortal Wind.
Quello che vi presentiamo in anteprima assoluta è “Journey Through Hell”, un documentario realizzato da Ogino Design, che racconta la genesi di “Requiem For Hell”, attraverso immagini esclusive tratte dalle session di registrazione, interviste ai membri della band e allo stesso Steve Albini, un flusso di testimonianze e riprese per raccontare le emozioni che hanno dato vita all’ultimo bellissimo album dei Mono.

Abbiamo colto l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con il chitarrista Taakakira Taka Goto, per parlare un po’ di “Requiem For Hell” e dei progetti futuri e attuali dei Mono. Trovate tutto dopo il video.

JOURNEY THROUGH HELL

ENGLISH

In your new album “Requiem For Hell” you dealt with a masterpiece such as The Divine Comedy: how did you came with the idea of this concept? By the way Go Nagai did the same kind of work in 1994, did you ever tried to read his comic and listening to your album at the same time? It’s mind blowing!

When I finished writing the basis for the new album, I stumbled upon “Divine Comedy”. After reading the book, it felt like all the roads opened up suddenly. All the pieces suddenly came together like a jigsaw puzzle and created one world. (I also read Go Nagai’s manga.)

I was also fascinated by the story — going through afterlife; Hell, Purgatory, and Heaven, and I felt very empathetic towards the theme of soul’s salvation. On top of it all, I ended up really liking how the story was, in fact, a grand poetry written for love, towards one woman.

I personally live my life every day thinking “we only have limited times in our lives”. Things you can only take to your afterlife are beloved, positive memories; not your rank or honour. I think this really is the true wealth that will forever stay with you, give you strength, and continue to shine your path.

For the album cover, we used Gustave Doré’s illustration from “Divine Comedy”‘s last scene. At the end of the album, I want the listeners to wonder and feel what awaits at the end of pure white vortex for the two characters.

ITALIANO

Nel vostro ultimo album vi immergete in un’opera immensa come la Divina Commedia: come nasce l’idea di questo concept? Tra l’altro Go Nagai ha fatto lo stesso lavoro nel 1994, avete mai provato a leggere quel manga e ascoltare il vostro album allo stesso tempo? È pazzesco!

Quando ho finito di scrivere la base per il nostro nuovo album mi sono imbattuto nella “Divina Commedia”. Dopo aver finito di leggere il libro è stato come se tutte le strade si fossero aperte all’improvviso. I pezzi sono immediatamente andati tutti al loro posto, come in un puzzle, a formare un unico mondo. (Ho anche letto il manga di Go Nagai).

Sono anche rimasto affascinato dalla sua storia, che oltrepassa la vita terrena passando per Inferno, Purgatorio e Paradiso, ho sentito una sorta di empatia nei confronti del tema sulla salvezza dell’anima. In particolar modo mi è piaciuta la storia in sé, un grande poema sull’amore nei confronti di una donna.

Personalmente vivo pensando ogni giorno “abbiamo un limitato lasso di tempo per vivere la nostra vita”. Le sole cose che puoi portarti dietro nell’aldilà sono le cose che ami e che hai amato, le memorie positive; non il rango o l’onore. Penso che sia questa la vera ricchezza che sarà sempre con te, che ti dà la forza, che illumina il tuo cammino.

Per la copertina dell’album abbiamo usato un’illustrazione di Gustave Doré tratta dall’ultima scena della “Divina Commedia”. Una volta finito di ascoltare il disco vorrei che l’ascoltatore si chiedesse, e che riuscisse a provare, ciò che attende i due protagonisti al termine di un vortice bianco e puro.

While in your previous work you discovered a new side of your sound, in Requiem For Hell it seems like you are going back to your roots and try to close the loop with your past. Is that true? And is this why you chose again Steve Albini as your Virgilio on this trip?

For this album, I really wanted to leave the sound as a band, as a group who had been together for 17 years. I was picturing something simple and organic, with no unnecessary elements, and leave the burning chemistry between 4 of us as our 9th album. From those feelings, I started to want to record with Steve Albini once again. The last time we recorded with him was in 2007, for “Hymn To The Immortal Wind”.

Recording session started in March this year, at Electrical Audio in Chicago, which is Steve’s studio. Like all the other times, we did a live recording of us 4. Traditional ways of recording may be the most difficult way, but if everything goes as planned, we will be able to leave a miracle-like take hence we always chose to do it this way. We always use analogue tapes for recordings as well, so we will be able to leave every single screaming of our souls that you can’t simply fit in digital formats. Steve Albini is a magician when it comes to analogue tapes. With no doubt, he captures everything perfectly from our air shaking sounds as a band, to our emotions, feelings, and even our wordless communications between us 4 during the performance. We think he’s truly the best engineer there is for this.

Even though it has been a long time, I was reminded that he’s the best understanding person for MONO’s music once again.

Requiem For Hell segna una sorta di “ritorno alle origini” rispetto al vostro ultimo doppio album, che mostrava un lato inedito del vostro sound: sembra quasi abbiate voluto chiudere un cerchio con il passato, è così? Steve Albini è stato il vostro Virgilio?

Per questo album ho voluto mantenere il suono caratteristico della band, un gruppo che ha suonato assieme per 17 anni. Mi sono immaginato qualcosa di semplice ed organico, privo di elementi non necessari, che lasciasse intatta quella nostra bruciante alchimia che si è venuta a creare lungo questi nove album . Ho cominciato a registrare nuovamente con Steve Albini partendo da queste sensazione. L’ultima volta che abbiamo lavorato con lui è stato nel 2007 per “Hymn To The Immortal Wind”.

Le registrazioni sono iniziate durante il mese di marzo di quest’anno all’Electrical Audio di Chicago, lo studio di Steve. Come tutte le altre volte siamo partiti registrando le nostre parti in presa diretta. I metodi di registrazione tradizionali possono risultare anche i più difficili, ma se tutto va come pianificato si ottengono delle take miracolose, ed è per questo che abbiamo sempre scelto di usare questo metodo. Per le registrazioni usiamo sempre nastri analogici, di modo che ogni singolo “grido” delle nostre anime vi rimanga impresso, cosa che non potrebbe accadere usando formati digitali. Steve Albini è un mago quando si tratta di nastri analogici. Riesce indubbiamente a catturare in maniera perfetta ogni suono che emaniamo nell’aria come band, le nostre emozioni, i sentimenti, anche il nostro modo di comunicare silenzioso mentre suoniamo. Pensiamo sia il miglior ingegnere del suono per quanto riguarda lavori come questo.

Anche se è passato molto tempo, mi sono ricordato che è la persona che meglio può comprendere la musica dei Mono.

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How did you ended up touring with Alcest? What do you think about their new album “Kodama”? And what should your italian fans expect about your november’s tour?
[the interview was made in october just before the european tour with Alcest; editor’s note]

We’ve been getting requests from Alcest how they’d like to tour together for a long time. We’re excited to be able to make this opportunity come true. Their worldview is beautiful and I like that, especially the singer’s delicacy.

We hope to do our own performance; spiritual, violent, yet beautiful, strong and fierce.

Sarete in tour in Europa assieme agli Alcest: com’è nata questa accoppiata? Cosa ne pensate del loro nuovo “Kodama”?
[al momento dell’intervista (ottobre) la band stava per intraprendere il tour europeo con gli Alcest; n.d.r.]

La richiesta ci è giunta direttamente dagli Alcest, che volevano venire in tour con noi da molto tempo. Eravamo eccitati all’idea che ciò potesse accadere. La loro visione del mondo è molto bella, mi piacciono davvero, soprattutto la delicatezza di Neige, il loro cantante.

Speriamo di fare la nostra solita performance: spirituale, violenta, ma allo stesso tempo bella, forte e feroce.

Let’s talk about “Journey Through Hell”. How did you came with this idea and what kind of documentary will it be?

We just thought about simply leaving some sort of a memory. I recently saw the full version and our long-time heroes such as Steve Albini and Jeremy DeVine talk about MONO, and it made me extremely happy. There were some stories that I almost forgot about. The overall content was wonderful. I was reminded of how we’re here now because of them.

Parlando del vostro documentario “Journey Through Hell”, com’è nata l’idea di girarne uno e che tipo di documentario sarà?

Abbiamo semplicemente pensato di voler lasciare una sorta di ricordo. Ho recentemente visto la versione intera del documentario e ci sono i nostri eroi Steve Albini e Jeremy DeVine che parlano dei MONO e questo mi ha reso estremamente felice. Ci sono alcune storie di cui mi ero completamente scordato. L’intero contenuto è fantastico, mi ha fatto ricordare di come sia grazie a loro che oggi siamo qui.

What does the future hold for Mono? Are you already working on something new?

We just finished our first “Requiem For Hell” Tour in China. In a few days, we’ll be starting our long European Tour, and we’re planning to tour Asia and North America next year.

There are no concrete plans other than that at the moment. We’re just focusing on each show.

Cosa riserva il futuro dei Mono? Avete già qualcosa di nuovo in mente?

Abbiamo appena finito il nostro tour in Cina e stiamo per imbarcarci in quello europeo, nel mentre stiamo iniziando a pianificare le date per l’anno prossimo in Asia e nel Nord America.

Non ci sono piani concreti per il nostro futuro, ci stiamo concentrando su ogni singolo show del tour.

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