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Helmet – Dead To The World

2016 - earMusic
metal / hardcore / alternative

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Tracklist

  1. Life Or Death
  2. I ? My Guru
  3. Bad News
  4. Red Scare
  5. Dead To The World
  6. Green Shirt
  7. Expect The World
  8. Die Alone
  9. Drunk In The Afternoon
  10. Look Alive
  11. Life Or Death (Slow)

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Disorientamento: è la prima parola che mi risuona in testa dopo l’ascolto del nuovo disco degli Helmet. Ebbene sì, perché della band che all’inizio degli anni 90 aveva messo le basi dell’alternative metal, da subito in grado di creare groove strepitosi uniti a chitarre dissonanti come nessun altro era capace è rimasto davvero ben poco se non una pallida e sbiadita copia. Vero che già dal precedente “Seeing Eye Dog” era stato avviato un netto processo di cambiamento, ma con questo nuovo capitolo “Dead To The World” non si può che rimanere spiazzati e molto delusi.

Sembra di ascoltare un disco dei Foo Fighters – senza nulla togliere alla band di Dave Grohl – e la mia domanda è…perché?
Non avrò mai una risposta ovviamente, se non che probabilmente questa è la direzione che ha deciso di prendere legittimamente il buon Page Hamilton, unico membro originario, da sempre mente e leader della band. Quindi ok, abbiamo deciso di intraprendere una strada diversa, più orecchiabile, patinata e – passatemi il termine – ruffiana, nella quale ci si spoglia degli elementi  “ostici” e caratteristici che hanno contraddistinto la band.

Pur liberandomi di qualsiasi pregiudizio e reminiscenza di un passato glorioso, il risultato oggi è comunque degno di nota? Dopo svariati ascolti, purtroppo e a malincuore devo dire personalmente di no! Alcuni brani in realtà sono di buona fattura, come l’apripista Life or Death o Drunk in Afternoon, ma è comunque troppo poco per dissolvere le mie perplessità, soprattutto quando ci si imbatte in tracce imbarazzanti come la quasi “emo fine anni 90” Bad News, la title track o la pessima filastrocca Green Shirt. Con Red Scare sembra di risentire inizialmente echi dei gloriosi Helmet, ma nel ritornello si risprofonda drasticamente nella malinconia, così come più avanti in Die Alone. 

Vi consiglio quindi di prendere ed ascoltare la vostra vecchia, impolverata, ma preziosa  copia di “Meantime” e lasciar tranquillamente perdere questo “Dead To The World”!

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