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Revelations Of Rain – Akrasia

2016 - Solitude Productions
melodic doom metal

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Tracklist

1. Altar Of Whores
2. Through Phobetor’s Night
3. Scaffold
4. In Joy And Sorrow
5. Instead Of A Thousand Words
6. Demons Of Mercy
7. Root Of All Evil
8. On Snow Wings


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Quello che traluce dalla nebbia siberiana è l’ombra di una rovina antica. Una mestizia di solitudine, stupore ed impotenza, incarnata in un tortuoso dark doom prestato dai My Dying Bride, ma facile al suono splendete, melodico e tirato a lucido delle chitarre da metal radiofonico degli anni ‘80. Un’ambiguità che crea una curiosa distorsione temporale, come ascoltare i primi Halloween di Walls of Jericho, deprivati del potere ottimistico anni ‘80, circondatati da un mondo che va marcendo tutt’attorno, tra la scena black norvegese, il fatalismo del doom, e le varie derive funeree dello sludge. Brani che si protendono ben oltre i setti minuti, con un battito che frequenta i tempi medi ed una viscerale vocalità senza requie.

I Revelation Of Rain vengono dalla suburbia moscovita, sono misteriosi quanto basta pur avendo già 4 album all’attivo e cavalcano il gelo di un piombo invernale che in Through Phobetor’s Night scandisce un ipnotico passo di marcia militare prima di sciogliersi in un assolone epico per disperati; mentre Joy and Sorrow, i cui megalitici nove minuti bastano a fare da manifesto a tutto il disco, evoca una demonologia slava sconosciuta e terrificante.

Intenso, pesante, coinvolgente. Una versione oltre cortina di Katatonia e Paradise Lost, mentre la radio indugia ancora sul Monsters of Rock di Mosca del ‘91; senza varietà né divertimento, ben saldo su poche ma efficacissime idee.

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