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Brian Jonestown Massacre – Third World Pyramid

2016 - A Recordings
psych / rock

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Tracklist

  1. Good Mourning
  2. Governmant Beard
  3. Don’t Get Lost
  4. Assignement Song
  5. Oh Bother
  6. Third World Pyramid
  7. Like Describing Colors To A Blind Man On Acid
  8. Lunar Surf Graveyard
  9. The Sun Ship

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I Brian Jonestown Massacre sono una delle formazioni più prolifiche dell’ultimo ventennio nonché una delle più solide realtà sulla scena neopsichedelica mondiale, un contesto nel quale la figura di Anton Newcombe, leader carismatico e spirituale della band, ha guadagnato un’autorevolezza e una stima immense, nonostante lui dia l’impressione di non curarsene troppo.

“Third World Pyramid” arriva a poco più di un anno di distanza da “Mini Album Thingy Wingy”, al termine di un triennio il cui apice è stato rappresentato dall’ottimo “Revelation”. La nuova fatica discografica dei Brian Jonestown Massacre innova poco dal punto di vista stilistico, ponendosi in continuità con la precedente pubblicazione e rompendo definitivamente con quello poco convincente di “Musique De Film Imaginé”.

Il disco può realmente spiazzare solamente in apertura con la voce di Tess Parks a introdurre un pezzo scurissimo come “Good Mourning”, ma già con “Government Beard” la band torna ad abbracciare le sonorità psych più classiche, figlie di arrangiamenti curatissimi e di uno sguardo stralunato che caratterizza anche la successiva “Don’t Get Lost”, in cui ricompaiono anche i fiati di “Revelation”. Newcombe e compagni riescono ad alzare ancora l’asticella con la lunga e irresistibile ballad fra psichedelia, post-shoegaze e post-tutto che evoca scenari esotici orientali (“Assignment Song”) come la successiva “Oh Bother”. Il livello resta alto con l’inserimento di temi new-wave dal piglio danzereccio in ambientazioni oniriche della titletrack prima del trip di “Like Describing Colors To A Blind Man On Acid”, della dimensione più cinematografica di “Lunar Surf Graveyard” e dell’ipnotico finale con “The Sun Ship”.

“Third World Pyramid” è l’ennesimo bell’album di Newcombe e soci: pur senza rivoluzioni, pur senza novità di rilievo, i Brian Jonestown Massacre ribadiscono ancora una volta di godere di buona salute e di essere ormai un punto di riferimento per il genere, forse non soltanto nei suoi sviluppi più moderni: la psichedelia, oggi, passa inevitabilmente anche dalla band californiana. Ed è sicuramente un bene.

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