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Simple Minds – Acoustic

2016 - Caroline Records
pop / acoustic

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Tracklist

1. The American
2. Promised You A Miracle (con KT Tunstall)
3. Glittering Prize
4. See The Lights
5. New Gold Dream (81-82-83-84)
6. Someone Somewhere In Summertime
7. Waterfront
8. Sanctify Yourself
9. Chelsea Girl
10. Alive And Kicking
11. Don’t You (Forget About Me)
12. Long Black Train


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I Simple Minds da anni sono a un punto della loro carriera dove non sanno cosa dovrebbero fare: buttarsi nel commerciale più bieco dove hanno sguazzato felici tanto tempo o recuperare quel minimo di voglia di mettersi in gioco? Boh, scegliere costa fatica, ma chi ce lo fa fare? Piuttosto meglio prendersi un altro po’ di tempo per trastullarsi con la loro enorme discografia.

E cosa c’è di più ghiotto per farlo che un bell’album acustico composto di soli singoli, riverniciati per l’occasione con un arrangiamento minimalista? Aspettate, ho detto minimalista? Avrei dovuto dire paraculo, perché non si tratta certo di un sentito unplugged carico di emozioni, bensì di mere versioni alternative senza quintali di produzione sopra; di “intimo” o di novità musicali c’è davvero poco o niente. Prendete Promised You a Miracle: per farla si mettono insieme all’ormai dimenticata KT Tunstall, trasformandola quasi in un pezzo di quest’ultima, e sapete cosa? E’ una versione piacevole, quei quattro minuti in radio che passano veloci, ma che nulla aggiunge a chi la canzone dovrebbe padroneggiarla a occhi chiusi. Il fatto che su dodici singoli, ben quattro siano stati scelti da New Gold Dream la dice lunga su quale sia quello che considerano il loro album più importante.

Però, ecco, mettendo da parte quest’ovvia realizzazione, noi cosa ci dovremmo fare con ‘sto coso? Acoustic ha solo singoli (eccetto la cover finale Long Black Train), pezzi sentiti e risentiti mille volte, minimamente rinfrescati . Poteva essere l’occasione di andare a scavare seriamente in una discografia enorme per rivisitare qualche gemma dimenticata (Today I Died Again, per dirne una). E invece no, per carità, Burchill e Kerr si limitano al buon compitino, dimostrando di essere grandi professionisti e, palesemente, di non avere più voglia di fare un cazzo che li impegni emotivamente. L’unico pezzo che mi ha lasciato vagamente sorpreso è stato Chelsea Girl, andare indietro addirittura al 1979 e Life in a Day, chi l’avrebbe detto! La versione “nuova” è anche caruccia, ma anche qui, si tratta di una mera curiosità e in ogni caso era l’unico singolo di quell’album, dunque non certo un pezzo nascosto.

Il resto è una veloce lista di professionalate, fatte da chi è stato cinque ore in studio e non c’ha voluto investire altro tempo. Kerr sempre in forma, Burchill lo segue, l’ascoltatore dorme. Basta Simple Minds, vi prego, andatevene in pensione.

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