Menu

Recensioni

The XX – I See You

2017 - Young Turks
dream pop / electro pop

Ascolta

Acquista

Tracklist

  1. Dangerous
  2. Say Something Loving
  3. Lips
  4. A Violent Noise
  5. Performance
  6. Replica
  7. Brave for You
  8. On Hold
  9. I Dare You
  10. Test Me

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Immaginate un alcolizzato al basso, una chitarrista dalla voce magnifica e un produttore ormai interessato all’elettronica da club. Immaginate questi tre soggetti che si riuniscono in una stanza e decidono di incidere il loro terzo album: “I See You”. Tre vite diverse che si uniscono per far nascere qualcosa cinque anni dopo il loro ultimo lavoro insieme. 

Ovviamente il tutto risente di queste trasformazioni ed infatti “I See You”  si discosta dai precedenti. Non completamente però: infatti i The XX, probabilmente per non sconvolgere troppo il proprio pubblico, hanno deciso di mischiare all’interno di “I See You” tracce che si rifanno al dream pop più classico e sofisticato che ha caratterizzato le opere precedenti e momenti breakbeat, dalle atmosfere più da clubbing, assecondare così  l’evoluzione del producer Jamie xx.

Il lavoro purtroppo soffre di questa divisione e per quanto si noti la premura, da parte di Jamie, di rendere tutto il più omogeneo e amalgamato possibile, il disco si presenta come di transizione, sospeso a metà tra i vecchi XX e quelli nuovi. Non c’è quella volontà di osare che forse si sarebbe rivelata la mossa vincente: “I See You” risulta permeato di pregi e difetti che lo rendono un disco buono, ma sicuramente inferiore ai precedenti. Da una parte abbiamo infatti un lavoro di scrittura eccellente: i testi sono profondi e maturi e le voci di Oliver e Romy, che di volta in volta si alternano, sono calde e sicure. I tappeti sonori di Jamie risaltano nell’uso del campionamento, talvolta con dei samples veramente fantastici come le trombe di “Dangerous”, e nonostante la deriva breakbeat di molti brani, si rinnova la capacità degli XX di creare atmosfere eteree e sospese. Basta chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare.

I brani che però risultano di più  rimangono le tracce che si rifanno al suono classico della band, come “Brave for You”, mentre quelli dal suono più nuovo, come “On Hold”, risultano più banali e faciloni, adatti per entrare in radio, ma che non hanno più nulla da dire già dopo un paio di ascolti.
Stiamo comunque parlando di brani electro-pop di ottima fattura; sfido io chi non ballerebbe quest’album in una festa, in mezzo ad un bosco, con una decina di casse alte due metri…potrebbero ballare anche gli alberi.

Eppure, nessuna delle tracce si eleva sulle altre, non c’è un brano in particolare che riesce a fissarsi nella mente, a portare il disco ad un livello più alto. Alla fine quello che rimane anche dopo diversi ascolti, è la sensazione di un album pop nella sua accezione più negativa: accomodante verso il pubblico.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close