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One Man Bluez – Dirty Blues Lover

2017 - Bloody Sound Fucktory
blues / punk

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Tracklist

1. Dirty Blues Lover
2. House in My Pocket
3. Messy Ground
4. Over & Above
5. Wings in Trouble
6. My Girl Blues
7. Sweet Toy
8. Hurt Me
9. The Letter
10. I Hate You


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Malinconia, sofferenza ed insoddisfazione hanno a lungo appesantito i cuori della popolazione afroamericana per poi riversarsi nei distretti del delta del Mississippi, dando voce a questi sentimenti attraverso la musica: così nasce il blues. Gli amanti di questo genere spesso sanno e, forse, sentono di condividere questo genere di sentimenti.

Certo, è passato un bel po’ di tempo dai primi decenni del ‘900, quando Robert Johnson scriveva classici come Cross Road Blues o Me And The Devil Blues e la musica, talvolta, muta e si evolve. Magari i fanatici del vecchio sound blues potranno trovare strano o addirittura dissacrante che un genere come questo venga cambiato o mescolato a generi differenti e che si allontani dalla retta via dei grandi maestri del passato. Certo, i gusti sono gusti, ma nella musica non bisogna mai dire di no. David Bowie, consigliava agli amici musicisti di rinnovarsi e di ascoltare sempre cose diverse da quelle che pensavano di dover ascoltare, cosa che faceva lui stesso.

Ma perché tutto questo preambolo sul cambiamento e l’evoluzione? Perché nell’ascoltare un artista, tra l’altro nostrano, come Davide Lipari, in arte One Man Bluez, ci approcciamo ad un artista che è partito dalle basi classiche dei mostri sacri della musica del Diavolo, per poi evolversi e dare vita ad un mix di blues, punk ed elettronica, grazie anche all’aiuto creativo di artisti come Low Chef, basso e percussioni e Filippo Schininà alla batteria. Dopo cinque album ufficiali, più altri dischi live e raccolte, One Man Bluez ci regala la sua sesta fatica: Dirty Blues Lover, dopo soli sette anni dal suo primo lavoro You, Me And Her del 2010 e a distanza di un anno da Bloodshot del 2015.

Il disco parte con un brano rhythm and blues dove la chitarra di Lipari scandisce un riff continuo e incalzante quasi come il Jack White di I’m Shakin’, anche se sicuramente meno rock. House In My Pocket con un intro che ci fa rimpiangere il mitico Johnny Winter e che poi muta in un ritornello strumentale di accordi punk ben strutturato, con cui il pezzo va infine a sfumare. Con Messy Ground , Davide e compagni esplorano con grande efficacia un rock blues stile anni ’60, per poi arrivare a Over And Above che rispolvera quelle sonorità del delta del Mississippi, care ai vecchi miti. Note più punk si fondono con il blues in Wings In Trouble ed in My Girl Blues, in quest’ultimo pezzo, in particolare, è da sottolineare la precisione di esecuzione del trio, soprattutto nell’assolo di chitarra di Lipari e in quello di batteria di Schininà.

Il sound blues viene contaminato da sonorità più contemporanee in Sweet Toy e Hurt Me, pezzi ben studiati, che sicuramente evidenziano la ricerca di nuove sonorità e l’abilità creativa che c’è dietro a questo genere, che si potrebbe definire un new mix blues. Tanto per confermare queste qualità, One Man Bluez ci regala una cover in versione punk blues di The Letter dei The Box Tops, prima di salutarci con I Hate You, pezzo blues che, nel ritornello, deraglia in sonorità acide, scandite dalla slide della chitarra di Davide.

Bando agli integralismi, questo disco scandisce a chiare lettere il potenziale che c’è dietro a questo artista ed al suo gruppo. Più lontano delle sonorità elettroniche di Psycho Voodoo 2013 e Boodshot 2015, Dirty Blues Lover è un disco piacevolmente blues, ma non si ferma lì: spazia facendoci capire che la musica continua ad evolversi; certo, senza i grandi del passato non si potrebbe parlare di evoluzione, ma continuando ad ammirare i vecchi dèi, non è detto che non ci si possa aprire a nuove sonorità.

Infatti, Davide Lipari ha un suo modo di vedere le cose, un modo nuovo, che a me piace definire “new mix blues”. Quindi, ascoltate questo disco e poi fatemi sapere se il blues è una musica vecchia che, al giorno d’oggi, può dire ancora poco.

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