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Todesstoss – Ebne Graun

2017 - I, Voidangher
black metal / noise / avantgarde

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  1. Ebne Graun

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Un’unica pièce di 46 minuti che scorre tra una sequenza e l’altra, una narrazione di sviluppo teatrale, colonna sonora per un horror invisibile di sventramenti assortiti. Martin Lang, il nome dietro al marchio, è musicista, pittore e poeta, insomma artista eclettico e trasversale, alla ricerca di contaminazioni stravaganti. Qui elabora un flusso per intromissioni concrete, con un campionario subdolo di ronzii, stridii, cigolii vari, che cuciono assieme passaggi strumentali di grandeur power metal, recitativi per voce catatonica, valanghe di noise psicotico.

Vorrebbe essere un moderno atto unico di classica contemporanea? O una suite del neo prog nello stile dei Toxic Smile di Farewell? O un free form estemporaneo con la dilettantesca tecnica di un Father Yod dell’occulto, soverchiato dagli estremismi di un testo sacro come In Umbra Malitiae Ambulabo… degli Abruptum? O, peggio, il parto di una degenerata allucinazione autocelebrativa.

Tra “tappeti di cadaveri” ed “esseri fecondati dal trascendente terrore di suicidio”, è tutto davvero da prendere con le pinze, e con una certa dose di ironia, anche se bisogna ammettere che qualche spunto c’è. Disperso in una marea di splatter che sconfina in una “snuff music” senza senso.

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