BRUNORI SAS – Alcatraz, Milano, 2 marzo 2017

Brunori Sas

A meno di due mesi dalla pubblicazione della suo ultimo lavoro A Casa Tutto Bene (qui la nostra recensione), il cantautore cosentino Dario Brunori, accompagnato dalla sua band storica, è salito sul palco dell’Alcatraz di Milano per la prima data lombarda del tour a supporto del suo nuovo disco. Un po’ come in tutto il resto della Penisola, la risposta del pubblico è stata ottima e il tutto esaurito si è fatto registrare con un mese circa d’anticipo.

Nonostante la lunga fila a pochi minuti dall’inizio del concerto, non c’è stato nessun disagio e tutti sono riusciti a godere dello spettacolo intero, iniziato fra fumo, luci basse e suoni morbidi il cui lento crescendo ha condotto all’attacco con La Verità. Nella prima parte della scaletta erano stipati pezzi estratti da A Casa Tutto Bene, proposti nello stesso ordine del disco, fino a La Vita Liquida. Come Stai è stato il primo vero classico: l’atmosfera è diventata rovente e il pubblico meneghino si è unito in un grande coro che ha conservato la sua forza anche durante la successiva Le Quattro Volte. Alcuni brani non estratti dall’ultimo disco, come Lei, Lui, Firenze o Pornoromanzo sono stati rivisitati rispetto alla versione studio e hanno mostrato comunque un buon impatto sul live. Ad esempio, se qualche anno fa Rosa diventava un pezzo quasi da pogo, all’Alcatraz è stato riarrangiato con un’insolita veste elettronica dal piglio più danzereccio: probabilmente non avrà messo d’accordo tutti, ma la qualità è rimasta la stessa e la sua coda ha comunque strappato un lungo e convinto applauso.

Uno dei momenti più brillanti del concerto è coinciso con Arrivederci Tristezza, diventato in breve tempo uno dei pezzi più amati di tutta la discografia dell’artista calabrese. Cellulari e accendini si sono levati e hanno contribuito a creare un clima suggestivo, insieme all’immancabile grande coro di circa tremila persone. Nel finale, prima del bis, sono arrivati anche Il Costume Da Torero, Sabato bestiale e Don Abbondio, tutti da A Casa Tutto Bene. I primi due in particolare hanno mostrato una grande attitudine al live, mentre Don Abbondio, sobrio e malinconico addirittura più che su disco, ha preceduto la sbornia-Rosa. In reprise, oltre all’immancabile Guardia ’82, proposta solamente con piano e voce, la Brunori SAS ha regalato Kurt Cobain e, al termine di oltre cento minuti di concerto, anche la degregoriana Secondo Me.

Avevamo visto per la prima volta Brunori forse un lustro fa, insieme a poche centinaia di persone, forse un decimo di quelle presenti all’Alcatraz, e la curiosità di vederlo in un ambiente così prestigioso era tanta, ma è stata ampiamente ripagata da un’esibizione di spessore. L’artista calabrese gode, oggi, di un ottimo stato di salute e, a maturità artistica ormai raggiunta, anche l’esperienza dal vivo è godibile e adatta a un pubblico molto variegato.

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