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Grandaddy – Last Place

2017 - 30th Century Records
indie rock

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Tracklist

1. Way We Won’t
2. Brush With the Wild
3. Evermore
4. Oh She Deleter :(
5. The Boat Is in the Barn
6. Check Injin
7. I Don’t Wanna Live Here Anymore
8. That’s What You Get for Gettin’ Outta Bed
9. This Is the Part
10. Jed the 4th
11. A Lost Machine
12. Songbird Son


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E siamo di nuovo qui a parlare di grandi ritorni. Davvero, nemmeno io ne posso più, facciamoci pure questo poi basta. I Grandaddy mancano dalle scene da undici anni, dai tempi del discreto Just Like the Fambly Cat con cui avevano chiuso la prima parte di una carriera, iniziata da indie rock e passata per ambienti space rock sempre più di ampio respiro.

Dall’ascolto del singolo Way We Won’t che anticipava l’album mi ero già allarmato, sembrava una traccia uscita da quella terrificante mozzarella moscia che era Sumday. Inutile nascondersi dietro a un dito, il gruppo californiano ha raggiunto il suo massimo con lo splendido The Sophtware Slump: unione di sintetizzatori, indie rock, qualche ripartenza rabbiosa, testi che univano l’inquinamento con la natura. Promettevano tanto, ne hanno mantenuto solo in minima parte, purtroppo.

Quindi che si ripartisse dopo anni proprio con un pezzetto rock piacevole ma niente più, non mi sembrava il modo migliore, ma d’altronde non è che la carriera solista del frontman Jason Lytle fosse stata poi così diversa. Fortunatamente, già col secondo singolo Evermore le cose si fanno più intriganti, recuperando un po’ del lavoro di sintetizzatore che tanto ci eccitava con una melodia che cerca qualche soluzione diversa dal solito, a differenza della successiva Brush with the wild che passa e non si ricorda particolarmente.

E con grande sollievo di tutti quanti, troviamo anche qualche pizzico di follia nella piccola e veloce fuzz Check Injin, che, con le sue belle e coinvolgenti ripartenze, sembra davvero uscita dai bei tempi del 2000.
È chiaro che la band sta facendo i salti mortali per richiamare vecchie sonorità e soluzioni melodiche: a tal proposito direi che l’esempio perfetto è That’s what you get for gettin’ outta bed, nella quale ci sono tutte i sintomi dei Grandaddy dei tempi del 2000: mid tempo, crunch rock, doppi vocalizzi di Jason, assolo di synth, testo agrodolce e sarcastico.

Eppure non riesco a essere così duro con Last Place, alla fine mi lascia sempre quel pizzico di voglia di risentirlo, magari non per intero certamente, ma è qualcosa che non dicevo a proposito di Lytle e soci da un pezzo. Per quanto il ritorno dei Grandaddy non fosse certamente così necessario, il mondo ha sempre bisogno di band come loro, quindi bene e benissimo.

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