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Interviste

Intervista a WESLEY EISOLD (COLD CAVE)

A 3 anni di distanza dall’ultimo tour nel nostro paese, tra la fine di marzo e l’inizio di aprile il progetto Cold Cave di Wesley Eisold (già cantante dei Give Up The Ghost e Some Girls) sarà in Italia per 5 date imperdibili in compagna di Drab Majesty, new entry di casa Dais Records.

Ne abbiamo approfittato per scambiare 4 chiacchiere con lo stesso Wesley Eisold.

Sono passati sei anni dal tuo ultimo album, nel frattempo hai pubblicato diverso materiale inedito tra EP, singoli e collaborazioni. Credi che i tempi siano maturi per un nuovo album di inediti?
Non ancora. Presto ma non ancora. Penso che l’idea che un musicista debba registrare un LP per andare in tour e promuoverlo sia un po’ antiquata. Continuiamo a lavorare e pubblicare nuova musica e questo metodo ci piace.

Torni in Italia dopo 3 anni dal tuo ultimo tour nel nostro paese: come sarà strutturato il tuo set?
Abbiamo aggiunto parecchie canzoni che coprono tutta la carriera dei Cold Cave fino a questo momento. Siamo in 3 anziché in 2 come invece è accaduto l’ultima volta.

Come hai deciso di portare in tour con te proprio Drab Majesty: è solo una questione di affinità di genere o c’è in cantiere qualche nuova collaborazione?
Loro sono sicuramente meglio di molte nuove band. Mi piace il loro album, ho fatto un remix ed escono per un’etichetta di nostri amici.

Stiamo assistendo, soprattutto negli ultimi 3 anni, se non di più, ad un ritorno a sonorità prettamente eighties, in particolar modo sul versante industrial e post-punk. In che modo, secondo te, si può ancora attingere in maniera originale da un movimento che ha avuto una così breve durata?
Detto col senno di poi era un’epoca “futuristica” e noi viviamo in un presente post-apocalittico datato 1984.

Pur essendo poco conforme alle mode, l’industrial è un movimento con un’estetica ben precisa e delineata, soprattutto dal punto di vista visivo. Quanto è importante per te questo aspetto? Ci sono artisti visual ai quali ti sei ispirato lungo la tua carriera?
Per me l’estetica ha la stessa importanza della musica. Amo il pacchetto completo e devo rappresentarlo con la musica, le parole e le idee. Quando anche solo uno di questi aspetti viene meno tutto crolla.

Ricollegandoci alla tua carriera: sei approdato a sonorità più darkwave partendo da band più pesanti come Give Up The Ghost e Some Girls. Hai mai pensato di mischiare queste due anime piuttosto che dividerle così nettamente?
Per lo più mi piace il senso di distacco ma sono ancora in entrambe le band quindi ci sono molte similitudini nei temi e nell’approccio. “The Great Pan Is Dead” è, in pratica, una canzone hardcore.

Cosa ti piace maggiormente tra le tendenze musicali emerse in questi ultimi anni? Ci sono artisti o gruppi che hanno colpito la tua attenzione?
Non molto. Tendo ad ascoltare tutta la musica vecchia che adoro. Continuo ad esserne ispirato. Non ci sono più miti, attualmente.

Di seguito le date del tour: 

30 marzo – Superbudda – Torino
31 marzo – Mame Club– Padova
1 aprile – Bronson – Ravenna
4 aprile – Quirinetta – Roma
5 aprile – Circolo Magnolia – Milano

 

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