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SOHN – Rennen

2017 - 4AD
elettronica

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Tracklist

1. Hard Liquor
2. Conrad
3. Signal
4. Dead Wrong
5.
Primary
6. Rennen
7. Falling
8. Proof
9. Still Waters
10. Harbour 


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Per la scena black internazionale si è da poco concluso un anno importante, le cui rituali classifiche sono state densamente popolate da artisti che, in qualche modo, appartengono a quel filone e alle sue molteplici ramificazioni. Il carattere identitario della musica black, però, negli ultimi anni sembra stare lentamente sfumando. Le ragioni dello sviluppo di questa tendenza risiedono nella capacità di alcuni cantanti e musicisti bianchi di inserirsi con autorevolezza all’interno di questa corrente e di saper interpretare in maniera più che dignitosa anche generi storicamente e culturalmente ritenuti appannaggio dei neri.

Uno degli artisti che recentemente si è mosso in questa direzione è Christopher Taylor aka SOHN, londinese di nascita, cosmopolita per natura ma ormai viennese acquisito, tornato con un nuovo lavoro, il secondo della sua carriera, a tre anni di distanza da Tremors, che, al netto di qualche giudizio negativo, aveva comunque ricevuto un’accoglienza notevole.

Rennen, dal tedesco “correre”, è un disco che prende forma in un momento fondamentale della vita di Taylor, è un disco figlio di quella stessa Vienna in cui si è immerso per cercare quella quiete e quell’ispirazione che faticava a trovare nel suo Regno Unito. Rennen si pone in continuità con Tremors e prosegue il discorso fondato sulla commistione di r’n’b, nu-soul, blues, elettronica e un timbro parecchio black. Sebbene perda qualcosa in termini di corposità, il sound del nuovo disco di SOHN è più stratificato e complesso. Nonostante gli arrangiamenti scarni, l’artista manifesta una cura maniacale per i dettagli che, per forza di cose, emergono ascolto dopo ascolto. Una ricerca mirata alla costruzione di un sound tirato a lucido, che riveli le sue pulsioni moderniste ma che trasudi eleganza, che sappia strizzare l’occhio alle radio nella misura ideale, senza prevaricare sugli umori sperimentali. Il disco brilla per la sua varietà stilistica, dall’insolito incontro di blues e tensioni danzerecce di Conrad alle atmosfere r’n’b di Signal, e il suo incedere risulta fluidissimo. Tutto ciò crea lo sfondo ideale sul quale può stagliarsi la voce di SOHN, morbida e tendente alla rarefazione in alcuni casi, più scura e tesa in altri, ma sempre con la stessa efficacia e la stessa grazia.

Rennen è un disco denso di significato per chi lo ha scritto, al punto da sembrare quasi il diario di un viaggio, un modo per fermarsi a riflettere sui grossi cambiamenti che la vita (non solo artistica) ha riservato a Christopher Taylor nell’ultimo periodo. Autoreferenziale, a voler essere severi. Ma è pure un album tecnicamente ineccepibile, che conferma la grande sensibilità di SOHN e la sua capacità di emergere in uno scenario ormai in continuo divenire. Nonostante le soluzioni più liquide e variegate rispetto al passato, l’ascolto risulta più semplice e l’album palesa un grado di maturità più alto, configurandosi come nuova tappa del percorso di crescita di un artista ormai lanciatissimo.

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