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Father John Misty – Pure Comedy

2017 - Bella Union / Sub Pop
folk / songwriting / baroque pop

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Tracklist

1. Pure Comedy
2. Total Entertainment Forever Play
3. Things It Would Have Been Helpful To Know Before The Revolution
4. Ballad Of The Dying Man
5. Birdie
6. Leaving LA
7. A Bigger Paper Bag
8. When The God Of Love Returns There'll Be Hell To Pay
9. Smoochie
10. Two Wildly Different Perspectives Play
11. The Memo
12. So I'm Growing Old On Magic Mountain
13. In Twenty Years Or So


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Rieccoci alle prese con la classe di Father John Misty. Nei precedenti due album John Tillman aveva dimostrato un’attitudine alla bellezza che stonava quasi con ciò che lo circonda, ossia un’America in decadimento totale, sia dal punto di vista artistico che sociale. La risposta del cantautore americano non poteva essere che un disco splendido come “Pure Comedy”.

Tillman rimane un personaggio inclassificabile capace di prodursi in una cover live di Closer dei Nine Inch Nails di rara rabbia e bellezza oppure di collaborare con Lady Gaga e Lana Del Rey senza battere ciglio, il che ci porta a chiederci: “cosa cazzo tirerà fuori questa volta il Nostro dal cappello?” Ovviamente un discone da peso massimo tale è.

In pochi, ultimamente, sono in grado di rivisitare la materia “folk” con la stessa bravura ed intelligenza di FJM (forse solo Mark Kozelek, John Grant, Julia Holter e, da un altro punto di vista, Agnes Obel) e a dimostrarlo ci sono 13 brani pronti a scuotere le budella di chiunque sia all’ascolto. Le tematiche sono tra le più disparate e il pianoforte è padrone di casa indiscusso, come indiscutibile è la capacità di Tillman nel non scadere nell’ovvia pesantezza di un disco di protesta tout court o nella facezia della critica fine a sé stessa. Pezzi svelti come Total Entertainment Forever spiazzano per godibilità e liriche simil-scanzonate che nascondono stilettate al calor bianco (“Bedding Taylor Swift every night on the Oculus Rift / After mister and missus finish dinner and the dishes / And now the future’s definition is so much higher than it was last year / It’s like the images have all become real / And someone’s living my life for me out in the mirror”) e si contrappongono a suite “against” come la title track, un delizioso lavoro di dylanismo spinto senza scadere nel citazionismo semplicistico di certi cantautori statunitensi attualmente in circolazione.

Di materiale epico ce n’è da attingere a piene mani e dicendo ciò ci ritroviamo davanti alla stramba Birdie, cinque minuti e mezzo di viaggio tra indizi elettronici minimali e memorabilia ultra-folkish in esplosione su un esplosivo finale in un’orgia di rumore frenetico a dir poco fenomenale. Ballate impressioniste del calibro di Ballad Of The Dying Man (altro testo incredibile da queste parti tanto da tirare in ballo omofobi, hipster, 1% e false femministe) e Thing It Would Have Been Helpful To Know Before Revolution mischiano le carte indie in tavola e ci donano due perle pop dell’altro mondo che superano a destra la recente discografia dei Wilco. Colpisce come un treno in corsa in pieno volto lo schiaffo a Los Angeles e a tutti i suoi mostri la spettacolare Leaving LA, resa ancor più bella dal magistrale lavoro orchestrale di Gavin Bryars (protagonista dell’album tanto quanto il cantante stesso), immerso in uno stream of consciousness strabordante in tutta la sua delicatezza.

Se il pop in punta di piedi di A Bigger Paper Bag è una carezza nella tempesta emotiva, When The God Of Loves Returns There’ll Be Hell To Pay sposta il baricentro su piani spirituali quasi come se fosse un Jim White innamorato anziché prostrato alle facezie del Signore mentre Smoochie ci riporta dritti dritti nelle roots statunitensi attraverso un afflato country di rara classe. Two Wildly Different Perspectives è un assurdo cut up rumoristico travestito da ballad e ci dona la misura di quanto poco scontato sia il percorso artistico del cantautore americano.

Non c’è molto altro da aggiungere su “Pure Comedy”, se non che è una tappa più che importante per chiunque si affacci, anche solo per la prima volta, ad un mondo, quello del cantautorato moderno e del folk del nuovo Millennio, con la curiosità di guardare ovunque tranne che in un punto preciso. Immenso, imprevedibile e pregno di contenuti mai scontati. Più unico che raro, insomma.

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