COLOMBRE – Circolo Arci Ohibò, Milano, 15 aprile 2017

Colombre

Che Milano vanti uno dei migliori cartelloni concertistici e di eventi in generale è cosa nota. Ma è anche una città popolata da pochi autoctoni e, di conseguenza, durante i ponti lunghi come quello pasquale, tende ad offrire qualcosina in meno rispetto alla media costantemente alta del resto dell’anno.

Ciò non è accaduto quest’anno e a testimoniarlo c’è stato, nel giorno del sabato santo, il concerto, al Circolo Arci Ohibò, di Colombre, artista che ha da poco inaugurato la sua carriera solista con un bell’album, probabilmente uno dei migliori dischi italiani di questo primo terzo di 2017. Preceduto dai Palinurus Elephas e da Margherito, Giovanni Imparato e la sua band sono saliti sul palco intorno alle 23:30, per regalare un’oretta buona di un godibilissimo live.

Con due chitarre, un basso, tastiera e batteria, Colombre e la sua band sono riusciti a muoversi agilmente fra pezzi introspettivi, psichedelici, rock e funk con estrema facilità. In scaletta c’è stato spazio anche per Anna È Una Scintilla e Svastiche, brani scritti quando Colombre militava nei Chewingum. Le capacità tecniche dei musicisti di supporto si sono rese subito evidenti, oltre alla resa dal vivo dell’artista che ha proposto tutto Pulviscolo. Dalla leggerezza di Sveglia e Bugiardo si è passati alla malinconia di Pulviscolo e Deserto, passando per la spensieratezza di Fuoritempo, il funky di Dimmi Tu (bissato sul finale), le ansie di Blatte e il suono orientaleggiante di T.S.O..

Il live di Colombre è stato pieno, intenso, espressivo. Un’esperienza decisamente gradevole che conferma l’ottimo stato di salute di un artista che quest’anno e in futuro potrà togliersi davvero parecchie soddisfazioni.

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