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Gorillaz – Humanz

2017 - Warner Bros.
pop / hip-hop

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Tracklist

1. Intro: I Switched My Robot Off
2. Ascension (Feat. Vince Staples)
3. Strobelite (Feat. Peven Everett)
4. Saturnz Barz (Feat. Popcaan)
5. Momentz (Feat. De La Soul)
6. Interlude: The Non-conformist Oath
7. Submission (Feat. Danny Brown & Kelela)
8. Charger (Feat. Grace Jones)
9. Interlude: Elevator Going Up
10. Andromeda (Feat. D.R.A.M.)
11. Busted And Blue
12. Interlude: Talk Radio
13. Carnival (Feat. Anthony Hamilton)
14. Let Me Out (Feat. Mavis Staples & Pusha T)
15. Interlude: Penthouse
16. Sex Murder Party (Feat. Jamie Principle & Zebra Katz)
17. She’s My Collar (Feat. Kali Uchis)
18. Interlude: The Elephant
19. Hallelujah Money (Feat. Benjamin Clementine)
20. We Got The Power (Feat. Jehnny Beth)


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Informazioni di base

Il nuovo album dei Gorillaz mette fine ad un silenzio della band virtuale che dura dal lontanissimo 2010, anno dell’uscita del piuttosto mediocre “The Fall”. Il ritorno della coppia Albarn/Hewlett coincide con il ritorno in pieno stile Gorillaz. Il calcolo non prevede più la semplice addizione “musica+musica=Gorillaz”, ma un ritorno alle origini che, in gran parte, giustificano l’esistenza della band stessa, cioè: “musica+video+comics=Gorillaz”. “Humanz” è il risultato del periodo di mezzo tra “The Fall” e questo inizio 2017, un prodotto nato dalla scelta di Albarn di dare un seguito alla sua carriera solista e al suo impegno con i Blur. Molto di questo nuovo prodotto della virtual band può essere ascritto a quanto uscito fuori da “The Magic Whip” ed “Everyday Robots”, il disco solista di Albarn. Due lavori che non condividono nulla con questo “Humanz”, ma che hanno fornito la spinta, lo stimolo per riunire in studio Albarn e Hewlett. Quest’ultimo piuttosto contrariato dalla mortificazione dell’aspetto “virtual” del progetto Gorillaz. A dare una mano importante allo sviluppo del disco compaiono, tra i producer, i nomi di Remi Kabaka e The Twilite Tone.

Obiettivi

Per giustificare la genesi di un prodotto come “Humanz” vanno messi sotto la lente di ingrandimento alcuni tra gli eventi più importanti degli ultimi mesi. Albarn stesso, in più di qualche intervista ha confessato che “Humanz” è stato influenzato fortemente da questioni politiche. Su tutte il suo impegno a favore della permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea. Uno stimolo che si è pian piano spento ed è naufragato la sera in cui è stata sancita la probabile prossima uscita del Paese dal patto europeo. A imprimere ulteriore spinta per una visione piuttosto pessimistica e generalizzata del Mondo è stata l’elezione di Trump a presidente degli Stati Uniti. Tuttavia, lo stesso Albarn, durante un’intervista ha tenuto a precisare che ogni riferimento a quest’ultima situazione è stato tenuto fuori dal disco. Un’influenza che, comunque, rimane. Rimanendo in ambito musicale, Albarn ha confessato che ad ispirare il sound del disco sono stati in gran parte i Simple Minds, facendo riferimento a brani come “Promised You A Miracle” per giustificare una certa influenza del gruppo di Jim Kerr sull’intero lavoro.

Metodi

Fare musica in studio sta diventando sempre più una questione di “comodità”, ma anche di grande efficienza. Produrre un disco, oggi, si traduce in un vantaggio soprattutto per l’ascoltatore che può contare su un evidente miglioramento delle tecnologie per la registrazione e la riproduzione dei suoni e una grande fedeltà nella riproduzione di ogni singolo strumento. Albarn aveva azzardato qualcosa con “The Fall”, grazie all’utilizzo dell’app Garageband e di un iPad come supporto. Per le fasi preliminari delle registrazioni di “Humanz” questo tipo di sistema si è rivelato particolarmente utile. Per accompagnare in maniera adeguata Albarn e Hewlett in questa avventura sono poi stati attivati i canali preferenziali dei due che hanno portato nomi eccellenti tra le collaborazioni, come quella di Grace Jones per il brano “Charger”, quella di Jean-Michel Jarre per “Momentz”, nel quale compaiono anche i De La Soul (amici di vecchia data dei Gorillaz), oppure quella di Jenny Beth dei Savages, nel brano “We Got The Power”, scritto da Albarn a 4 mani con Noel Gallagher, il nemico di una vita.

Conclusioni

Humanz” è un album che vive di influenze particolari e che tra qualche anno verrà ricordato come il risultato di un momento di particolare ispirazione per il progetto Gorillaz. La scelta di sviluppare tanto l’aspetto musicale quanto quello video è importante e riconcilia il duo in seno ad un più appropriato “mood” nello sviluppare ogni prodotto di questa premiata ditta. I brani che compongono il disco, 20 in tutto, senza far caso alle figaggini delle versioni deluxe, sono onestamente mal assortiti ed interrotti da interludi piuttosto fastidiosi che potrebbero anche essere onestamente piacevoli quando accompagnati da immagini, ma che risultano poco attraenti all’ascolto. Il progetto Gorillaz, in ogni caso, rimane quanto di più interessante sia stato prodotto nell’ultimo ventennio nel panorama musicale. Musicisti competenti, visual artist capaci e fantasia. Una combinazione piuttosto piacevole da consumare. Fattori che non devono mai essere posti a una scissione perché insieme funzionano alla grande, ma separati vanno a produrre disagio. L’ultimo appunto è per il potenziale live dei brani del disco: mediocre e caratterizzato da profondi limiti nell’esecuzione; livello: indie band italiana da centro sociale.

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