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Zu – Jhator

2017 - House Of Mythology
ambient / drone / free jazz / experimental

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Gli Zu tornano con un disco che non ti aspetti: non ci sono ritmi nervosi, frenetici, sincopati e scosse elettriche improvvise, niente rumore al limite della dissonanza e della schizofrenia; se la band romana ha deciso di stupire, beh c’è riuscita alla grande, perché Jhator è un lavoro che si muove fondamentalmente in territori ambient- drone, complesso, notturno, d’atmosfera e sicuramente non per tutti, segnando una netta e sorprendente virata di genere e mostrando nuovamente, come se fosse ancora necessario, il grande amore della band romana verso la sperimentazione e a ricerca di nuove soluzioni artistiche e sonorità.

È un album davvero spiazzante e se possibile ancora più difficile da digerire ed assimilare rispetto ai dischi passati; probabilmente molti fan rimarranno straniti, ma bisogna dare atto che gli Zu hanno coraggio da vendere oltre che una vitalità musicale sorprendentemente fuori dal comune soprattutto rispetto al panorama musicale italico odierno. Le tracce che compongono Jhator, uscito questa volta per la House of Mythology di casa Ulver, sono solo due ma molto lunghe e si insinuano lentamente sotto pelle in un tappeto sonoro che sembra voglia accompagnare l’ascoltatore nei più profondi abissi della psiche. Sax, batteria e basso questa volta non si sovrappongono quasi mai per creare l’ormai classico caos organizzato, ma vengono qui utilizzati in una maniera funzionale e ancora più inusuale rispetto al passato , dando vita ad atmosfere evocative ora inquietanti e cupe, ora sognanti e psichedeliche, o ancora dal sapore esotico e ancestrale, come dimostrato dall’utilizzo di strumenti decisamente particolari quali koto o ghironda. Il tutto intramezzato qua e là da inserti elettronici e di free-jazz.

Davvero difficile se non impossibile cercare di spiegare come suona quest’album evocativo e indecifrabile: il consiglio a tutti i più impavidi ascoltatori è quello di dare una chance a Jhator, ci si potrebbe piacevolmente ritrovare ipnotizzati e persi in un universo parallelo e affascinante. Per ora non ci è dato da sapere se questa sarà la direzione musicale per la band romana; l’unica cosa sicura e che esce dritta dal cuore al momento è: “lunga vita agli Zu!”

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