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Il Pan Del Diavolo – Supereroi

2017 - La Tempesta Dischi
folk / rock / indie

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Tracklist

1. Sempre in fuga
2. Supereroi
3. Tornare da te
4. Strisce
5. Aquila solitaria
6. L’amore che porti
7. La finale
8. Mondo al contrario
9. Messico
10. Qui e adesso
11. Gravita? zero


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La sempre più crescente influenza dell’etichetta La Tempesta Dischi al di fuori del circolo dei produttori indipendenti ha aiutato l’intero movimento a circolare anche oltre i canali abituali. Basti pensare agli ultimi Zen Circus o alle esperienze pop di Vasco Brondi. Nel caso del duo palermitano Il Pan Del Diavolo, la produzione di un Piero Pelù (non) qualunque, dà forza a chi sostiene questa tendenza al processo di apertura degli artisti indie verso l’universo mainstream.

I Supereroi siciliani affrontano l’inizio del nuovo disco con un approccio quasi punk nell’l’iniziale Sempre in fuga, che assieme alla successiva traccia – che dà il titolo all’album – mostra un chiaro cambiamento stilistico dato da una produzione più pulita rispetto alle esperienze passate. L’amore che porti è il sesto brano del combo e riabilita diversi passaggi senza direzione, riprendendo la giusta chimica fra le trame folk e l’elettricità dinamica delle chitarre slide. Gli ottimi tre minuti de L’amore si dilatano nuovamente con La finale, troppo simile a Mediterraneo (pezzo del precedente album) per farsi apprezzare appieno.

Continuano le distorsioni fra gli esperimenti di Mondo al contrario che vede la collaborazione di Davide Toffolo dei TARM e la cavalcata country di Messico, prima di arrivare alla conclusiva Gravità zero. Nei sei minuti di conclusione -dilatata e fumosa- l’influenza di Umberto Maria Giardini alla scrittura si fa sentire in tutta la sua forza. Ottima scelta per concludere un album, ma rimane da chiedersi il perché questo sia anche il miglior pezzo lungo i 40 minuti del disco.

Se con FolkRockaBoom la scelta di dare più elettricità allo strumento acustico ci aveva consegnato un duo pieno di idee e in piena forma, in grado di comprimere i suoni ricchi della propria terra in una sintesi perfetta di luminescenza e bulimia, lo stesso non può dirsi di questo Supereroi. I fan più oltranzisti potranno attribuire questa flessione alla presenza (ingombrante) di Pelù, che in più di un passaggio lascia trasparire gli umori solisti post-Litifiba nella scelta delle soluzioni sonore. Altri ancora possono dare la colpa alla bruttezza della copertina, che sembra applicare il detto a riguardo dell’abito del monaco. Sta di fatto che la proposta del Pan del Diavolo, quella che li aveva resi unici nel panorama di doppioni dell’indie italiano, è andata evaporando in un disco senza sussulti.

Un’evaporazione probabilmente figlia della ricerca di un posto al sole. La tragica fine di Icaro evidentemente non ha insegnato granché.

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