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Sondre Lerche – Pleasure

2017 - PLZ
pop

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Tracklist

1. Soft feelings
2. I'm always watching you
3. Serenading in the trenches
4. I know something that's gonna break your heart
5. Siamese twin
6. Bleeding out into the blue
7. Reminisce
8. Hello stranger
9. Violent game
10. Baby come to me


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Ci sono pochi artisti al mondo che rispetto come Sondre Lerche: talentuoso, umile, intelligente e affascinante. Sì, me lo sposerei volentieri e anche subito. Per quanto riguarda la sua carriera e per il bene di noi ascoltatori, probabilmente dobbiamo concludere che il suo recente divorzio è stata la cosa migliore che poteva succedere.

Se Please ce lo consegnava vulnerabile, arrabbiato, disperato e tremendamente confuso, Pleasure ce lo restituisce direttamente nudo, completamente folle ed istintivo, come mai in vita sua. E la partenza con Soft Feelings pare riconsegnarcelo invasato dalla buonanima di Prince: il pezzo è tutto anni ottanta, sintetizzatori e vergognosamente – in senso buono, s’intende – funky. In realtà, è un po’ una pia illusione pensare che Sondre sia arrivato a fare un intero album eighties-funk, ma ciò nonostante, sia come tematiche che come musicalità, si sta spingendo parecchio oltre il suo campo di expertise. Ve lo ricordate quando faceva del pop jazzato molto delicato? Acqua passata. Anche I’m Always Watching You, con il suo protagonista a metà tra stalker, innamorato e disperato puro, sparata a mille con sintetizzatori soffici e un’atmosfera quasi romantica e ballabile che sembra tradirne l’ansia di sottofondo.

E’ solo dopo questi due episodi spiazzanti e piacevolissimi, che Sondre rientra in abiti più ordinari, anche se in maniera molto più isterica ed irrazionale rispetto al precedente Please, che già di suo non scherzava come sperimentazione. Serenading in the Trenches è quasi nevrotica nel suo incedere e cambiare ritmo, partendo quasi be-bop, uno dei pezzi che più guadagna dopo ripetuti ascolti. Siamese Twin è il pezzo più dimenticabile dell’intero album, risultando quasi una versione lenta dei precedenti singoli funk ma senza molta convinzione.  L’altro singolo totalmente estraneo rispetto agli altri è Violent Game, un lungo pezzo di sette minuti improvvisato in studio, decisamente altra cosa come messaggio rispetto ai precedenti, puntando più a sfiancare l’ascoltatore con una lunga coda semi-noise in cui la chitarra di Sondre strilla e squaglia i timpani fino alla fine. Chiudere con quella nota sarebbe stato oltremodo coraggioso, invece ci si infila Baby come to me, che è caruccia ma non particolarmente utile come chiusura.

Con Pleasure, Sondre Lerche zompetta ovunque cercando un nuovo linguaggio personale con cui comunicare, non sempre azzeccando le note giuste ma rimanendo sempre piacevole da ascoltare e intrigante su ogni fronte.

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