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SZA – CTRL

2017 - TDE / RCA
RnB / Soul / Pop

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Tracklist

1. Supermodel
2. Love Galore (feat. Travis Scott)
3. Doves In The Wind (feat. Kendrick Lamar)
4. Drew Barrymore
5. Prom
6. The Weekend
7. Go Gina
8. Garden (Say It Like Dat)
9. Broken Clocks
10. Anything
11. Wavy (Interlude) (feat. James Fauntleroy)
12. Normal Girl
13. Pretty Little Birds (feat. Isaiah Rashad)
14. 20 Something


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Annunciato e rimandato più volte, il primo full lenght di SZA ha infine raggiunto gli store digitali e gli scaffali dei negozi lo scorso 9 giugno. L’artista di casa TDE, licenziataria tra gli altri dei lavori di Kendrick Lamar e Schoolboy Q, mette insieme quattordici brani supportata da una nutrita ed eterogenea squadra di produttori. La molteplicità di stili ed esperienze, unita alle notevoli doti vocali della cantante, dipinge uno scenario al tempo stesso sfaccettato e coeso di sonorità e stati d’animo. Ritmo e melodia, sentimentalismo e sessualità esplicita, soul e pop, convivono in perfetta armonia alternandosi e intersecandosi con naturalezza.

Impostato come fosse un dialogo con la madre, la cui voce fa capolino più volte in apertura o chiusura delle tracce, “CTRL è un tuffo a bomba nell’intimità dell’autrice. Sebbene quello delle relazioni amorose e della loro complessità sia un argomento abusatissimo, la conflittualità di fondo che anima praticamente ogni brano, rende tutto meno scontato di quanto si potrebbe pensare. La ragazza evade con decisione da qualunque ruolo stereotipato si cerchi di relegarla: rifiuta quello della vittima affranta se è stata ferita e rigetta qualunque dubbia posa da “mangiatrice di uomini”, rivendicando semplicemente il diritto di vivere la propria vita sessuale in santa pace. Ciò non di meno, non può fare a meno di sottolineare quanta poca maturità e paura di crescere ci siano sia da parte sua che delle persone che la circondano.

Chi ha amato l’album unplugged di Lauryn Hill, non rimarrà certo indifferente davanti a “Supermodel”. Ballata reggaeggiante basata su un semplice riff di chitarra fornito da Pharrell Williams, in cui l’artista confessa al proprio ragazzo di averlo tradito, di non sopportarlo più ma di sentirne comunque un bisogno quasi fisiologico, facendo entrare da subito l’ascoltatore in quel clima di dualità di cui si diceva poc’anzi. Non stupisca quindi l’RnB punteggiato di trap del singolo “Love Galore”, tantomeno la presenza di Travis Scott che anche se ad alcuni risulterà comprensibilmente indigesta, contribuisce a fornire alla traccia un appeal perfettamente in linea coi tempi. Altrettanto calcolata pare la presenza di Kendrick Lamar sull’hip hop vecchia maniera di “Doves In The Wind”. Il rapper losangelino si rivela tuttavia in gamba nel fornire la giusta contrapposizione di voce degli uomini raggirati dalle donne, al disappunto di SZA nei confronti dei maschietti in cerca di solo sesso (l’attacco: “Real niggaz don’t deserve pussy” mi ha semplicemente fatto volare).

Avrebbe invece potuto impegnarsi di più Isaiah Rashad, il cui cameo nulla aggiunge e qualcosina toglie a “Pretty Little Birds”. Peccato perché la produzione a firma Terrace Martin, con quegli ottoni appena accennati nel minimalismo generale, è veramente interessante. “The Weekend”, “Broken Clocks” o “Normal Girl” sono semplicemente quanto di meglio si possa ricercare in un disco RnB: convincenti nell’interpretazione e arrangiate con mestiere. Non mancano poi momenti di pura introspezione come la splendida “Drew Barrymore” e la conclusiva “20 Something”, per sole chitarra e voce. Un autentico colpo da maestri è invece “Prom”, catchy ai limiti della legalità.

Se “CTRL” ha un merito è senz’altro quello di suonare leggero senza risultare stucchevole. Scorrendo tra i crediti non stupisce trovare nomi come Carter Lang e The Antydote, già al lavoro su “Anti” di Rihanna. La maggior parte dei brani ha infatti il giusto potenziale per divenire singoli da alta rotazione. Alla prima prova sulla lunga distanza SZA si rivela una penna ispirata, una voce incantevole e una personalità complessa. Starà quindi al pubblico più che a lei evitare che queste buone premesse svaniscano fagocitate nel marasma di produzioni altalenanti che è il mercato musicale del 2017. 

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