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Spiral Stairs – Doris & The Daggers

2017 - Domino Records
pop / rock

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Tracklist

01. Dance (Cry Wolf)
02. Emoshuns
03. Dundee Man
04. AWM
05. No Comparison
06. The Unconditional
07. Trams (Stole My Love)
08. Exiled Tonight
09. Angel Eyes
10. Doris and the Daggers


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Tante cose sono successe nella vita di Scott Kannberg (A.K.A. Spiral Stairs) dal suo ultimo album solista, “The Real Feel”. Kannberg ha vissuto per un po’ in Australia, per poi ritornare negli Stati Uniti e infine stabilirsi a Merida in Messico. Nel frattempo, c’è stata la reunion dei Pavement che nel 2010 ha riportato al mondo una delle anime fondamentali del rock californiano dei 90.

L’album “Doris & The Daggers” è un album concepito a Los Angeles da Scott Kannberg insieme ai suoi vecchi compagni di avventure dei “Preston School of Industry” (PSOI) . La morte improvvisa di Darius Minwalla, già batterista nei Preston School of Industry è stato un duro colpo per Scott Kannberg, tanto da portarlo a ripensare all’intero album. L’ idea originale per “Doris & The Daggers” era quella di un disco Garage-Rock da registrare in appena una settimana. La morte di Darius ha ritardato la registrazione dell’album che nel frattempo ha cambiato direzione, le canzoni si sono allungate e diventate più intime, con un song-writing più formale, ispirato anche dalla vicinanza di Kannberg con il cantautore Kelley Stolzt nei periodi successivi alla morte dell’amico.

Per la registrazione di quest’ album è stata importante la collaborazione con alcuni membri dei Broken Social Scene (BSS). La vicinanza di Spiral Stairs con il collettivo canadese è molto più profonda di quanto si può immaginare. In tempi passati Darius Minwalla insieme a Scott Kannberg , Kevin Drew e altri ragazzi dei BSS registrarono qualche canzone sotto il nome “Human Milk”. Tra le tracce prodotte dai Human Milk figurava anche Emoshuns, che è stata inclusa in Doris & The Daggers.

L’album apre con Dance (Cry Wolf), quasi un tributo a un tardo David Bowie anni 80, dove la voce di Kannberg trasfigura in toni molto caldi (nel video della canzone figura anche un certo Jason Lytle dei Grandaddy). Con Emoshuns, Kannberg si sveste dal travestimento prcedente, trovando anche il tempo per lanciare un finale che sembra uscito da un disco dei Pavement. Dundee Man e AWM sono canzoni monotone, che non offrono niente all’album dopo l’ottimo inizio. No Comparison fa emergere l’album dall’anonimato, qui prendono la scena dei suoni inediti per Kannberg, dove un ritmo disco accompagna un cantato ipnotico e riverberato in salsa synth. Seguono Unconditional, dedica d’amore alla figlia di Kannberg e Trams (Stole my Love), canzone quest’ultima che vede come unico evento degno di nota l’introduzione di una sezione di fiati preponderanti, a parte questo non certo una traccia che resterà impressa. Exiled Tonight e Angel Eyes hanno un buon impianto sonoro ed entrambe tributano Minwalla. In particolare in Angel Eyes Kannberg ricorda il suo amico scomparso con questi versi:

“Little D, such a good friend too me/ those rosy cheeks that girls could not deny”

L’album è chiuso dalla canzone che da il titolo al disco, Doris & The Daggers. Questa forse è la canzone che più di tutte rappresenta l’album come era stato concepito inizialmente. Chitarre distorte e voci urlanti fanno di questa traccia una chiusura ideale.  Si tratta di un disco con qualche buono spunto, un passo avanti ulteriore rispetto ai PSOI, un passo laterale rispetto al precedente album di Spiral Stairs. Dopo otto anni le aspettative possono essere esageratamente alte, e come accade di frequente, le grandi aspettative portano spesso a delusioni.

Doris & The Daggers” è piacevole e scorre liscio fino alla fine senza particolari sobbalzi, ma di certo non lascia il segno.

 

 

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