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La Voce – Il Talento Può Uccidere, di Augusto Zucchi


Scheda


La figlia di un imitatore suicida si mette a indagare sulle cause che potrebbero aver spinto alla morte il genitore. La ragazza inizia le proprie ricerche parlando con il professor Amati, lo psicanalista che da anni aveva in cura suo padre.

Augusto Zucchi, caratterista al cinema e visto nelle pellicole di Aldo, Giovanni e Giacomo, oltre che attore di teatro consumato, torna nuovamente dietro la macchina da presa per portare sul grande schermo la figura di un attore di night, un talentuoso Rocco Papaleo, nella parte di un imitatore abilissimo nel replicare qualunque voce maschile ma incapace di rimpossessarsi della sua identità. Uno specialista nell’imitare in tutto e per tutto gli spettacoli del suo idolo Alighiero Noschese.

Zucchi che si ritaglia un ruolo da protagonista, utilizza Papaleo, che per una volta si pone ben distante dalla propria vis comica, in un ruolo drammatico e per una trama noir permeata dalla presenza dei servizi segreti deviati e dove la penombra non solo scenica attraversa la vita di un uomo profondamente segnato dal desiderio di successo e da un trauma infantile che l’ha segnato per tutta la vita. Papaleo, amante nella pellicola dell’imitatore Noschese, al punto di averne imitato anche il balzo nel buio conclusivo, dona al protagonista una prova degna di un grande attore per un film che purtroppo non è stato distribuito adeguatamente in sala.

Una pellicola necessariamente da recuperare se amate le commedie noir, a dimostrazione che non serve provenire da oltre oceano per scrivere thriller di grande spessore e se ovviamente amate anche quella splendida icona Pop che era, ed è ancora oggi, Alighiero Noschese.

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