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The National – Sleep Well Beast

2017 - 4AD
indie / rock

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Tracklist

  1. Nobody Else Will Be There
  2. Day I Die
  3. Walk It Back
  4. The System Only Dreams in Total Darkness
  5. Born to Beg
  6. Turtleneck
  7. Empire Line
  8. I'll Still Destroy You
  9. Guilty Party
  10. Carin at the Liquor Store
  11. Dark Side of the Gym
  12. Sleep Well Beast

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Nell’emisfero boreale sta sfumando un’altra estate e, allentata la morsa del caldo, si riscoprono piogge, felpe, coperte e, in generale, quell’umore malinconico che caratterizza questo momento dell’anno, quell’umore così tipicamente settembrino. Forse non c’è nessuna band che negli ultimi anni abbia saputo musicare e cantare questo tipo di atmosfere con la stessa grazia dei The National ed è per questo che ci piace pensare che la scelta dell’8 Settembre come data di pubblicazione del nuovo disco sia stata tutt’altro che casuale.

Non era mai passato tanto tempo fra due lavori della band di Cincinnati. “Sleep Well Beast era uno dei dischi più attesi di un 2017 che ha regalato anche qualche sorpresa non propriamente positiva dagli artisti su cui si concentrava parecchio hype, ma la band americana non sbaglia e confeziona un altro prodotto di grande spessore che si colloca all’interno di una delle discografie più belle degli ultimi tre lustri.

Sleep Well Beast” è il settimo album della formazione capitanata da Matt Berninger, questa volta coadiuvato da sua moglie Carin Besser per la stesura di testi che pongono l’accento sulla natura conflittuale degli esseri umani, sulla fine dei rapporti amorosi, sulle crisi che interessano le relazioni. Non è un tema particolarmente ricercato, ma la scrittura evidenzia una sensibilità che in qualche modo avevamo già imparato ad apprezzare, perché le parole suonano contemporaneamente personali e universali.

L’elemento che caratterizza maggiormente l’ultima fatica discografica dei The National è un più marcato utilizzo dell’elettronica, che contribuisce a creare ambientazioni filmiche e crepuscolari in scala di grigi, immerse in atmosfere dense ma vellutate. È una scelta consapevole ed azzeccata: “Sleep Well Beast” contiene, effettivamente, qualcosa di nuovo nel sottotesto, ma senza snaturare l’impianto generale, cosicché il tutto possa continuare a funzionare e a scorrere in maniera fluida. C’è da perdersi nei tappeti post punk e nelle carezze rock, nei suoni melliflui di piano e nel fitto tessuto di suoni sintetici, nelle sferzate di Day I Die, nella scorbutica eleganza della coda di Walk It Back, nella chitarra acidula di The System Only Dreams In Total Darkness, nelle elucubrazioni di Born To Beg ed Empire Line e nella gemma Turtleneck, che prima della tesissima fase centrale contiene sprazzi di Nick Cave. L’elettronica di I’ll Still Destroy You è più ariosa e si unisce ad un cantato languido, mentre il tono dimesso di Guilty Party precede Carin At The Liquor Store, che è un autentico pugno nello stomaco ed è uno dei passaggi più dolci di tutta l’ora di “Sleep Well Beast“.

La chiusura, con Dark Side Of The Gym e la titletrack, è all’altezza di un disco che si mantiene sugli altissimi standard qualitativi dei precedenti e conferma la grande vena artistica di un gruppo che, a ragione, ormai esige di essere considerato come uno dei più ispirati degli ultimi due decenni.

A consacrazione già avvenuta, la parabola dei The National non conosce ancora la sua fase discendente. “Sleep Well Beast” si candida ad essere la colonna sonora dell’imminente autunno e, probabilmente, anche ad essere presente nelle rituali classifiche di fine anno. Bentornati.

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