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Dzö-Nga – The Sachem Tales

2017 - Avantgarde Music
black metal / folk / ambient

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Tracklist

  1. Midewiwin Lodge
  2. To the Great Salt Water
  3. The Wolves Fell Quiet
  4. Halle Ravine
  5. Against the Northern Wind
  6. A Seventh Age of Fire
  7. The Witching Meadow

 


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Vi piacciono le favole? Beh se la risposta è sì, provate ad ascoltare gli Dzö-nga ed in particolare il loro ultimo lavoro: “The Sachem’s Tales”. Il duetto made in Boston (MA), dopo l’album “Five Treasures of Snow” del 2016 e l’EP “Upon the Shimmered Bough” del 2017, ci regala un altro viaggio tra inferno e paradiso.

Cryvas, polistrumentista dalla notevole voce scream, è la colonna portante del gruppo a cui si associa Grushenka Ødegård, soave voce femminile, che sa scandire note di mistico dark ed epic folk. Inoltre in questo lavoro Cryvas si avvale della collaborazione di Aaron Maloney alla batteria. Il Front del disco presenta un’immagine uscita dal mondo fantasy dove, una creatura femminile alza il suo pugnale contro un enorme mostro cornuto a metà tra un grande albero e il Minotauro. Rami e fronde di una foresta sfumata fanno da cornice alla scena del duello tra bene e male che sta per iniziare.

Con Midewiwin Lodge cominciamo a camminare in quella foresta: piove e nell’aria risuona una dolce chitarra acustica che magistralmente porta un’aura di mistica bellezza e di malinconia che ci invita a proseguire nel cammino e a scoprire gli altri misteri che questo lavoro cela. La pioggia non cessa in To the Great Salt Water ed un pianoforte delicato e triste risveglia la mostruosa violenza che irrompe  grazie alla chitarra cupa e pesante di Cryvas e alla batteria di Maloney. La voce nitida e angelica di  Ødegård si alterna con lo scream violento, sempre di Cryvas, quasi come a rappresentare quello scontro tra bene e male già riportato sul front. 

In The Wolves Fell Quiet le note di pianoforte sembrano voler celebrare proprio quel silenzio, ma al contrario nuovamente l’oscurità emerge con suono oscuro e potente. Cryvas continua a confermare le sue doti tecniche e il suo valore di polistrumentista innalzando muri neri di chitarra e di basso incorniciati a meraviglia dalla precisione ritmica di Maloney. Halle Ravine sembra far tornare il sole e diradare la coltre nera che sovrastava la foresta: chitarra, pianoforte e la mistica voce della special guest Lilith Astaroth, dipingono un quadro di musica ambient folk con sfumature dark molto coinvolgente e rilassante, che si chiude con delle campanelle come il suono di le piccole fate delle favole. In Against the Northern Wind i passi pesanti di quel mostro oscuro sembrano calpestare gli strumenti: il suono diventa di nuovo distorto e il black metal esplode di nuovo violento e preciso sotto la direzione di Cryvas che alterna magistralmente, anche in questo caso, un mix di buio e luce, di black e ambient folk. Lo stesso duello di generi si rivive anche in A Seventh Age of Fire: notevole il pianoforte che riprendendo il puro stile depressive black, sempre ad opera di Cryvas, si inserisce sotto ai muri black, malinconico e solitario.

Sembra quasi di essere arrivati all’apice del duello, infatti la tormentata atmosfera si rasserena con The Witching Meadow: un altro, ben studiato e tecnicamente ben delineato, potpourri di strumenti classici che vanno dalla chitarra, all’immancabile pianoforte, fino ad arrivare ad arpa e violino. Questi strumenti si allineano in un’armonia simile ad un saltarello, una danza per celebrare, forse, la fine di una lunga battaglia. Così si conclude questo bellissimo e particolarissimo lavoro. Cryvas si conferma sempre di più il pilastro che, con il suo genio e la sua versatilità, sorregge l’intero progetto degli Dzö-nga, sebbene la partecipazione di Ødegård e Maloney sia indispensabile per plasmare e confezionare al meglio questo onirico e mistico album.

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