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Foo Fighters – Concrete And Gold

2017 - RCA / Roswell
rock / alternative

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Tracklist

1. T-Shirt
2. Run
3. Make It Right
4. The Sky Is A Neighborhood
5. La Dee Da
6. Dirty Water
7. Arrows
8. Happy Ever After (Zero Hour)
9. Sunday Rain
10. The Line
11. Concrete and Gold


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Tu, con la tuta…levati il casco! Voglio vederti in faccia!
(Nathan Never – Agente speciale Alfa)

Informazioni di base
Con i Foo Fighters eravamo rimasti al 2016 e all’annuncio di una “pausa a tempo indeterminato”, che per la voglia di musica di Grohl è durata appena un anno. Prima c’era stato il tour di accompagnamento per “Sonic Highways” e “Saint Cecilia EP”, nel 2015. La band si era presa una pausa anche in ragione delle condizioni fisiche di Grohl, obbligato a muoversi il meno possibile dopo la rottura della gamba durante un concerto in Svezia. “Concrete And Gold” è il nono album da studio della band ed è nato anche grazie alla collaborazione del produttore Greg Kurstin (Sia, Flaming Lips, Lykke Li). L’album è composto da 11 brani ed è stato anticipato dal singolo Run, uscito nel mese di giugno e da The Sky Is A Neighborhood, realizzato con la partecipazione alla voce di Alison Mosshart (The Kills). Nel mezzo qualche colpetto live con l’esordio del brano La Dee Da, anche questo con la Mosshart alla voce.

Obiettivi
Quasi tutti i prodotti usciti fuori dagli studi di registrazione della West Coast quest’anno hanno un unico tema portante: l’elezione di Trump a Presidente degli Stati Uniti d’America. Inevitabilmente. Il registro non cambia con i Foo Fighters, anche se la band di Grohl è più delicata nel far passare un certo tipo di messaggio. Quando ti muovi sul filo del vaffanculo tra pop e rock devi saperci fare. Anche in quest’ottica va valutata la scelta di Kurstin alla produzione. La coscienza di Grohl fa il resto. In molte interviste ha battuto sul tasto dell’essere un padre di famiglia ormai, con figli che un giorno si troveranno in un mondo che magari non vogliono. Un pensiero profondo soprattutto per le sue 3 figlie, che in una società ancora ampiamente sessista potrebbero avere difficoltà. Il messaggio è positivo, i suoni sono quelli giusti e il risultato puotrebbe essere importante. Soprattutto per i fans più giovani della band statunitense. Ma anche per i vecchi.

Metodi
I Foo Fighters erano ormai fermi da 6 mesi quando l’incontinenza musicale di Grohl ha preso il sopravvento. Stringendoselo con una mano è corso in studio e ha iniziato a mettere su qualche nota per “Concrete And Gold”. Finito il bisognino ha contattato il resto del gruppo e ha scelto di condividere con loro le idee venute fuori. L’ovvio apprezzamento dei restanti membri del gruppo, “pur di fare qualcosa”, ha accelerato il processo di composizione dell’album. A questo punto entra in campo Kurstin e sistema gli ultimi dettagli. Il prodotto finito è uscito fuori dagli EastWest Studios di Los Angeles come un bel guazzabuglio tra hard rock (suonato potente) e pop. È un prodotto studiato per suonare bene dal vivo. È possibile prendere brani come Arrows e fare felice più di qualche fan appiccicato alle transenne. Ma ha anche elementi molto più soft, come la ballad Happy Ever After (Zero Hour). Roba buona per chiudere un concerto all’Aeroporto di Frosinone, insomma.

Conclusione
Concrete And Gold” è un album molto buono. Ha spunti interessanti e un ventaglio di scelta molto ampio. È un disco difficile da criticare ma impossibile da lodare. Esce in un periodo piuttosto importante perché ci avviciniamo alla fine dell’anno e perché ormai molti dischi considerati “fighi” sono stati rilasciati. In classifica non c’è molta competizione. Nemmeno ricordo cosa uscirà da qui al 31 dicembre, ma non credo che ci sarà molto da battagliare contro questo disco. Oltretutto la grande varietà dei suoni presenti non permette di identificare con precisione il prodotto. È un lavoro potente ma delicato. Adeguato a quel tuttofare che è Dave Grohl. Gli altri – i vari Paul McCartney, Alison Mosshart e compagnia cantante – sono semplici comprimari. Ormai bisogna fare i conti con la natura bipolare di questo mondo di esperti in musica. I ruoli, quello del fan e del critico, sono ormai così diluiti da non sembrare nemmeno facilmente identificabili nei fatti. Come i replicanti di Blade Runner. Un giorno leggeremo e ascolteremo i racconti tramandati delle indimenticabili avventure di quelli che ascoltavano i dischi brutti dei Foo Fighters – piangendo dalla commozione e spellandosi le mani per gli applausi – e di quelli che, invece, smerdavano i dischi belli sulle mitiche webzine della rete, contorcendosi dal rancore e dalla rabbia repressa di una carriera musicale nata morta. I nostri pronipoti, con i gomiti appiccicati sul davanzale delle finestre delle loro stanze e lo sguardo sognante verso un orizzonte ormai indistinguibile, tra diossido di carbonio e improvvisi scrosci di acido solforico, si domanderanno: “chissà se questi folli personaggi, gli indomabili fans e gli austeri critici, così romantici e avvincenti, sono realmente esistiti?”.

 

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