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Tricky – Ununiform

2017 - False Idols
elettronica / trip-hop

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Tracklist

  1. Obia Intro
  2. Same As It Ever Was
  3. New Stole
  4. Wait For Signal
  5. It's Your Day
  6. Blood Of My Blood
  7. Dark Days 
  8. The Only Way
  9. Armor
  10. Doll
  11. Bang Boogie
  12. Running Wild 
  13. When We Die 

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Non ho più nulla da provare, non mi sento a disagio a rifarmi al mio stesso repertorio”. In questa dichiarazione può essere riassunto il 13esimo album di  Tricky, “Ununiform”.

In quasi un quarto di secolo di carriera musicale l’artista britannico ha definito uno stile personale ed inconfondibile fatto di campionamenti, suoni ricercati ed atmosfere cupe che contrastano con le voci melodiose delle sue partner artistiche. Il suo modo di fare musica, così diverso da tutto, portò la stampa a  coniare la definizione di trip-hop per etichettare quel nuovo genere che, da lì a breve, avrebbe influenzato moltissimi artisti negli anni novanta fino ai primi duemila. Ma con il passare del tempo il Tricky Kid degli esordi, che faceva fatica a rapportarsi con un inatteso successo, è cresciuto, riconciliandosi con il mondo ed esorcizzando molti dei suoi demoni nella sua musica.

“Ununiform” parte forte, la breve Obia Intro è un brano ben riuscito con la voce che si stacca prepotente sulla bella base elettronica, impreziosita da un bel sample di chitarra sul finale. La ritmica incalzante della dance anni 90 fa da sottofondo alla cavernosa voce di Tricky in Same At Is Ever Was, altro bel brano. Segue New Stole, prima collaborazione dell’album, dove Francesca Belmonte canta su un loop elettronico, ipnotico e monocorde, in perfetto stile Tricky.

Nei successivi brani si susseguono diverse collaborazioni con risultati alterni, si va dai sussurri di Asia Argento in Wait For A Signal, alle collaborazioni con Scriptonite e il russo Smoky Mo nei brani registrati nel 2016 a Mosca. Nessuna di esse sembra però destinata a lasciare il segno. Ne derivano invece brani molti diversi fra di loro nelle atmosfere, negli arrangiamenti e nella durata, che se da un lato rendono l’album molto vario, dall’alto lo fanno apparire privo di un vero filo conduttore. Si tratta comunque di pezzi ben arrangiati, non distanti dagli standard a cui il sig. Swan ci ha abituati, ma che non aggiungono nulla a quello che è il suo repertorio.

Ci sono poi altre canzoni dove ritroviamo lo standard più elevato a cui l’artista ci ha abituati: The Only Way, che con il suo arrangiamento di chitarra e piano che suonano in un atmosfera lo-fi ci riporta alla mente alcune sonorità dei primi Portishead; ma soprattutto la bellissima When We Die, che chiude l’album. In quest’ultima ritroviamo la voce della storica compagna di Tricky Martina Topley-Bird, e il feeling mai perso fra i due ci regala un brano intenso e profondo.

“Ununiform” è un album di buona qualità nel suo complesso, dove però manca l’anima oscura che ha accompagnato Tricky lungo tutta la sua carriera. Un piccolo tributo a se stesso, forse un nuovo punto di partenza per capire dove trovare nuova ispirazione, adesso che una ritrovata serenità ha calmato i suoi spiriti inquieti.

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