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Living Colour – Shade

2017 - Megaforce Records
hard rock

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Tracklist

1. Freedom of Expression (F.O.X.)
2. Preachin' Blues
3. Come On
4. Program
5. Who Shot Ya
6. Always Wrong
7. Blak Out
8. Pattern in Time
9. Who's That
10. Glass Teeth
11 – Invisible
12 - Inner City Blues
13 - Two Sides


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A quasi due lustri dall’ultimo album di inediti “The Chair In The Doorway”, ma soprattutto a 27 anni da “Time’s Up”, esordio clamoroso e negli anni a venire fonte di ispirazione per un numero imprecisato di band, riecco Corey Glover (voce) + Vernon Reid (chitarra, ovviamente) + Doug Wimbish (basso) + Will Calhoun (batteria), alias Living Colour.

Ed è un ritorno tanto inatteso, visto che erano oramai due anni che se ne ventilava l’uscita, quanto sorprendente e piacevole. “Shade” è infatti un bel disco, con un buon tiro ed una spiccata varietà sonora, caratteristiche che permettono alle 13 tracce di girare fluide e senza particolari intoppi e/o passaggi a vuoto.

Le sonorità sono le consuete, quindi multivitamico frullatone a base di hard rock, funk e blues, con qualche sporadica spruzzata di electro pop ad innovare il prodotto, a discapito del rap ridotto pressochè ai minimi termini. I cambi di ritmo, seppur non più agili e schizofrenici come una volta, donano comunque brio e vivacità ad un disco che dimostra come Vernon & friends possano starci ancora benone nell’affollato panorama rock attuale.

A maggior ragione poi se si considerano le oramai periodiche ristampe versione deluxe di album usciti – n anni fa di band anche importanti ma già in pensione da mò. I Living Colour preferiscono invece proporre materiale nuovo, non volendo vivere su ciò che è stato e, quasi certamente, mai più sarà. Azzardo ancora più evidente se si entra nel merito di “Shade”, album con 10 tracce inedite più 3 cover tanto antitetiche tra di loro quanto impegnative e sdrucciolevoli, alias Who Shot Ya di Notorius Big, Inner City Blues di Marvin Gaye ed infine Preachin’ Blues di Robert Johnson.

Insomma, voglia di rimettersi in gioco totale e che da sola vale praticamente il prezzo del biglietto di questo “Shade”, nuovo e bel lavoro di una band ancora assolutamente viva e vegeta.

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